In Campania la campagna elettorale per le regionali prosegue con il centrosinistra che pare in vantaggio sul centrodestra
In Campania la sfida elettorale è ancora un livello di intensità media. I due candidati, Fico e Cirielli, seguono ognuno il proprio giro e difficilmente organizzeranno un confronto diretto, soprattutto per volontà del primo.
Il numero di liste che sostiene Fico, e la qualità dei candidati, gli ha garantito un supporto che era difficile immaginare diversi mesi fa. I fedelissimi di De Luca da una parte e di Mastella dall’altra chiedono il voto per quello che è stato forse uno dei loro peggiori avversari degli ultimi 10 anni. Una condizione di assoluta anomalia che però amplia talmente tanto il consenso della base elettorale del centrosinistra da rendere la sfida molto difficile per il centrodestra.
Nonostante i sondaggi recenti parlino di una distanza di soli sette punti, si deve però analizzare il dato delle singole province. Solo a Caserta in maniera significativa, e parzialmente ad Avellino, il centrodestra mostra segni di vantaggio, in tutte le altre province è ampiamente indietro e in particolare non riesce a sfondare in provincia di Napoli, quella più popolosa.
Così stando le cose, difficilmente i numeri potranno essere ribaltati. Tanto è vero che dal lato del centrosinistra già si inizia a definire il quadro dei futuri assessori che verranno indicati dai partiti e che vedono in pole position alcuni ex fedelissimi di de Luca, tra cui lo stesso Bonavitacola e la uscente Fortini, mentre per il Pd si parla già di una vicepresidenza molto forte che andrebbe a Mario Casillo, il quale ha deciso di non candidarsi e di far correre due suoi più potenti portatori di voti e che verranno probabilmente eletti nelle prime posizioni.

Nel resto dei partiti ci si aspetta un buon risultato di Avs, che ha tra i suoi candidati diverse personalità di riferimento del mondo sociale tra cui Sergio D’Angelo, esponente della cooperazione e già assessore De Magistris. Per i Cinque stelle si spera nell’effetto traino di Fico.
Nel centrodestra la battaglia di Fratelli d’Italia è quella di diventare ampiamente il primo partito e doppiare Forza Italia riducendo la Lega e il suo consenso a dei valori molto bassi, puntando poi più alle comunali del 2027 per avere un candidato da contrapporre a Manfredi scelto tra le sue fila. Nello stesso centrodestra c’è una forte lamentela perché l’azione di governo di queste settimane non parla direttamente ai ceti popolari e meno abbienti, bensì a un teorico ceto medio che in Campania ha uno scarso peso elettorale e che non aiuta i portatori di consenso spicciolo privi di argomenti per convincere gli elettori più indecisi.
Quel che è certo che ognuno dei due candidati sta pescando nel proprio mare piuttosto che andare a disturbare quello altrui. E forse questo è l’errore mortale che sta commettendo il centrodestra: aver lasciato a Fico la rappresentanza di mondi come quello di Mastella da una parte e degli ex delichiani, dall’altra che avrebbero potuto rappresentare un gruppo di consenso tale da poter effettivamente sovvertire le sorti del voto.
Se così proseguirà la campagna elettorale, non vi saranno scossoni, astensione permettendo
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