Elsa Morante e Luchino Visconti / “Forzò la mia testa contro la sua patta e fu amore”

- Jacopo D'Antuono

Intrecci e amori non corrisposti nel triangolo amoroso formato da Elsa Morante, Alberto Moravia e Luchino Visconti.

elsa morante
Elsa Morante

Intrecci e amori non corrisposti nel triangolo amoroso formato da Elsa Morante, Alberto Moravia e Luchino Visconti. Su Dagospia viene ripercorsa la relazione a metà anni cinquanta tra lo scrittore Moravia e Elsa Morante, coinvolta in un “incidente” con il regista-amante Luchino Visconti. Non un vero e proprio triangolo amoroso quello tra Elsa, Luchino e Alberto, ma quasi. “Vorrei poter lavorare davvero, o amare davvero, e sarei felice di dare a qualcuno o a qualche cosa tutto quello che posso, purché la mia vita fosse compiuta finalmente e trovassi il riposo del cuore”, le parole di Elsa al marito. L’autore di certo non presta troppa attenzione al passato tormentato della moglie. “A difficili amori io nacqui”, scrisse la saggista in Avventura. E ancora: “Ti prego di capire adesso che io qui non parlo davvero di amore. Prima di tutto, devo dirti con molta semplicità che, nemmeno quando ero più bella, io non sono stata mai amata da nessuno, e quindi non ho mai pensato seriamente che tu potessi amarmi”, le parole di Morante in una lettera rivolta apertamente al regista.

Elsa Morante, quella passione folgorante per Luchino Visconti

Quella tra Elsa Morante e Luchino Visconti viene definita da molti come una passione folgorante. In una lettera pubblicata nel 53 – a storia ormai conclusa – lei prova a mettere in chiaro i suoi sentimenti: “C’ è stato un tempo in cui desideravo, se tu lo avessi voluto, essere la persona più vicina a te nella vita. Anche fuori della tua volontà, ci furono allora delle altre cause per cui io dovetti levarmi dalla mente certe speranze e pensieri. Da principio mi era difficile riuscirci, e forse, per questo, in quel periodo il mio carattere ti sarà sembrato anche peggiore del solito. () Se tu mi avessi frequentato di più, in questo periodo, avresti potuto capirlo. Io, a ogni modo, ho cercato di fartelo capire. E anzi, dopo averne sofferto, ero contenta che fra noi non ci fossero più motivi di confusione, e che tu non dovessi più sospettare di me come di una persona che desiderava di entrare nella tua vita e di limitare la tua libertà in nessun modo ()”, si legge nel pezzo riportato da Dagospia.

Elsa Morante e Luchino Visconti, la gelosia di Alberto Moravia

E proprio qui si entra dentro il romanzo, che descrive passioni travolgenti e amori irresistibili. “Scendevo dal treno, alla stazione Termini, e lo incrocio nella hall, l’avevo certamente già visto con Alberto, due o tre volte, un saluto, niente di più, fatta eccezione per quella sua particolare maniera di ridere da gatto siamese che, quella sera, alla stazione di Roma, mi ha fatto sciogliere d’ amore. È stato, in un fulmine, il mio idolo e lo desiderai con tutto il mio essere. Abitava in via Salaria, ha fatto una deviazione per il Pincio e, pur continuando a guidare la sua grossa auto, mi ha presa, senza una parola, per il collo e ha forzato la mia testa contro la sua patta Questo fu il nostro primo incontro d’amore”. Con queste parole Elsa ha racconto l’incontro sbadato con quell’uomo più volte definito cattivo e poco elegante. Quale sia la verità ancora è poco chiaro, certo è che per lo scrittore Jean-Noël Schifano ci sarebbero altri dettagli clamorosi che confermerebbero la teoria di un passione mai spenta. Sembra che a distanza di 30 anni, infatti, Visconti continuasse a chiamare Elsa Morante in piena notte, in barba al marito Alberto che “dormiva o fingeva di non sapere”.

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