Emanuele Dotto va in pensione/ Il “signore” della radio ricorda “Quel Verona-Juve…”

Voce storica di Radio Rai, Emanuele Dotto va in pensione: l’addio del protagonista di Tutto il calcio minuto per minuto tra aneddoti e ricordi.

Emanuele Dotto
Emanuele Dotto

Emanuele Dotto va in pensione dopo 39 di carriera tra radio e tv. Storica voce di Tutto il calcio minuto per minuto, il giornalista ha lasciato ieri e ai microfoni de Il Fatto Quotidiano ha raccontato alcuni aneddoti della sua lunga carriera. Dal 2016 nel cast fisso della trasmissione Quelli che il calcio su Rai 2, ha ricordato un famoso Verona-Juventus ed un particolare ben preciso: «Penso subito a Osvaldo Bagnoli, una delle persone più belle e intelligenti che ho conosciuto nonostante non avesse studiato. Ricordo quando ero a Verona con gli scaligeri che persero contro la Juventus che ebbe vari episodi arbitrali a favore: negli spogliatoi Volpati per la rabbia tirò uno zoccolo in una vetrata, rompendola. A quel punto si affacciò un ufficiale dei carabinieri per chiedere se andasse tutto bene e intervenne Bagnoli con la famosa battuta “Se cercate i ladri sono nell’altro spogliatoio”».

EMANUELE DOTTO VA IN PENSIONE

Emanuele Dotto ha poi rimembrato la sua prima in assoluto: «La mia prima radiocronaca è stata Berloni-Scavolini di pallacanestro, nel 1980, due anni dopo ho iniziato col calcio, con Varese-Lazio. Raccontavamo in maniera diversa: non c’era la spettacolarizzazione di oggi con la tendenza a enfatizzare qualsiasi cosa, non si badava granché ad agenti, procuratori o procuratrici. Era un’Italia povera, che sognava col Totocalcio». Un mondo del calcio totalmente diverso a quello di oggi, come spiega il noto giornalista: «È un po’ come il cibo: mangiare troppo ti porta la nausea, e oggi con questa bulimia si assiste anche alla minor partecipazione emotiva. C’è stato un cambiamento profondo e radicato: a me ormai il calcio sembra un altro sport, forse perché io sono del ’52 e resto ancorato ai valori di quel tempo. La mia era l’epoca in cui c’erano le bandiere, oggi semmai ci sono le banderuole».



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