Emanuele Scieri, procura chiede proroga indagini/ Lunedì autopsia sui resti del parà

- Silvana Palazzo

Emanuele Scieri, la procura di Pisa chiede proroga di sei mesi delle indagini sulla morte del parà. Lunedì è in programma l’autopsia sui resti

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Emanuele Scieri

La Procura di Pisa ha chiesto la proroga delle indagini sulla morte di Emanuele Scieri, il parà della Folgore trovato senza vita il 16 agosto 1999 nella caserma Gamerra. La richiesta è stata presentata al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pisa, Giulio Cesare Cipolletta. Stando a quanto riportato da La Nazione, è stato chiesto di prorogare l’inchiesta fino al 20 gennaio 2020. I tempi si stavano facendo stretti, anche alla luce delle operazioni in corso. Il 20 giugno prossimo sarebbero scaduti i termini: i tre indagati per l’omicidio volontario del commilitone sono stati iscritti nel registro il 20 giugno 2018. I resti mortali di Emanuele Scieri, in parte mummificati, sono stati sottoposti a indagini radiodiagnostiche nei giorni scorsi (Tac e radiografie), presso la Medicina legale di Milano. Lunedì invece, alla presenza di tutti i consulenti di parte, la nota anatomopatologa Cristina Cattaneo, incaricata dalla Procura di Pisa, comincerà l’autopsia sulle spoglie del 26enne.

EMANUELE SCIERI, PROCURA CHIEDE PROROGA INDAGINI

L’ulteriore proroga di sei mesi permetterà agli inquirenti di effettuare altri approfondimenti, anche in base ai risultati dei nuovi accertamenti sui resti mortali per i quali la professoressa Cristina Cattaneo ha chiesto due mesi di tempo per depositare la consulenza. E questo, come riporta La Nazione, potrebbe allungare i tempi del lavoro della Procura di Pisa. Con la nuova autopsia comunque si vuole accertare l’eventuale presenza di lesioni incompatibili con la caduta di Emanuele Scieri dalla torre di asciugatura dei paracadute della Gamera. Oppure, se le lesioni sono dovute alla caduta, se la morte è stata immediata o se il 26enne sia rimasto in vita, e in tal caso per quanto tempo. Per la Procura di Pisa il decesso non è stato istantaneo e nei mancati soccorsi ci sarebbe la “pistola fumante” in mano ai tre indagati per omicidio volontario: Alessandro Panella, Luigi Zabara, e Andrea Antico.



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