Emilio Fede “Chiusura Tg4? Io sarei sceso in piazza”/ “Così si uccide l’informazione”

- Silvana Palazzo

Emilio Fede dopo notizia della chiusura del Tg4: “Sarei sceso in piazza, ma non è più mio. Così si uccide una parte dell’informazione”, ha dichiarato l’ex direttore del telegiornale di Rete4

emilio_fede_processo_ruby_lapresse_2018
Emilio Fede (LaPresse)

La notizia della possibile chiusura di Tg4, Studio Aperto e SportMediaset ha indignato Emilio Fede, che non ci sta alla chiusura del suo tg, di cui è stato il volto simbolo. Resterà solo il logo, visto che sarà accorpato a Tgcom24. «Così l’informazione viene presa a calci nel sedere», ha dichiarato a Fanpage l’ex direttore del telegiornale di Rete 4. Nell’intervista ha spiegato di aver accolto «con dolore» la notizia che per lui significa «che l’informazione è a rischio». Ripensare agli anni della sua direzione non è solo un’operazione malinconica per Emilio Fede, perché fa crescere in lui la rabbia.

«Mi vergogno di dire che dobbiamo muoverci per difendere l’informazione. Ma su, per favore. Non voglio neanche sentirla questa cosa. L’informazione, qualunque essa sia, è la vita della libertà». Il giornalista ha, quindi, lanciato una sorta di appello a chi ha preso questa decisione: «Pensateci bene prima di mettere sul lastrico delle persone che sono testimoni onesti, non venduti a partiti e partiti, di questa professione».

EMILIO FEDE A MEDIASET “GIORNALISTI VANNO RISPETTATI”

Le parole di Emilio Fede sono molto dure. «State per uccidere, o contribuire ad uccidere, una rappresentanza dell’informazione, davanti alla quale tutti bisognerebbe inchinarsi», ha proseguito nel suo appello. Il fatto che però il logo del Tg4 resti al suo posto per il giornalista è solo «una magrissima consolazione». L’ex direttore del Tg4 si è reso anche disponibile a dare una mano in questa situazione complicata. «Io ero e resto a disposizione di tutti, senza compenso, se posso dare una mano per salvare i posti di lavoro», ha aggiunto a Fanpage.

Inoltre, ha rivelato che ne aveva parlato con una storica giornalista del Tg4. «L’informazione piano piano di questo passo viene presa a calci nel sedere. Parlo di colleghi giornalisti che vanno rispettati». Ora è il momento di aiutare queste persone. Ma Emilio Fede ha concluso: «Il Tg4 fortunatamente non mi appartiene più, perché altrimenti io andavo in piazza».

© RIPRODUZIONE RISERVATA