EMIS KILLA INSULTA BOBAN/ Critiche all’inno del Milan, il rapper: “Faccia di me*da”

- Fabio Belli

Emis Killa insulta Boban. Critiche all’inno del Milan, il rapper: “Faccia di me*da”, ma poi si scusa: “Ero sotto effetto dell’alcol”.

Emis Killa
Emis Killa

Polemica a distanza tra il rapper Emis Killa e Zvonimir Boban, ex calciatore del Milan che ha ricoperto anche il ruolo di dirigente rossonero negli ultimi mesi. Emis Killa ha composto il nuovo inno del club, trasmesso a San Siro prima di ogni partita e che ha sostituito lo storico “Milan! Milan!” dell’epoca berlusconiana. Sui social, il rapper ha risposto ad un fan che gli chiedeva di commentare una frase di Boban, che ha definito “una caduta di stile” la scelta della sua canzone come inno ufficiale del Milan. Emis Killa non l’ha mandata a dire, rispondendo al fan: “Penso che me lo su*a sta faccia di mer*a“. Insomma, una durissima esternazione contro un giocatore che ha comunque fatto la storia del Milan, col croato sempre molto vicino alle vicende rossonere. E infatti molti tifosi, nei commenti su Twitter e Instagram, hanno criticato una terminologia così forte scelta dal rapper.

EMIS KILLA, LE SPIEGAZIONI DOPO GLI INSULTI A BOBAN

Sulle sue stories di Instagram, Emis Killa ha spiegato così la situazione: “La mia è stata una risposta ad un fan, ieri avevo anche alzato il gomito. Quando parlo su Twitter ogni tanto parlo un po’ troppo senza filtri e i miei termini provocatori vengono fraintesi. Non mi scuso con Boban, perché ha cominciato lui dicendo che il mio inno è una caduta di stile. Il suo è stato un colpo basso. Io avevo scritto questo inno per il Milan e non mi aspettavo che una persona introdotta nella società mi sminuisse in quella maniera in tv davanti a tutti. Per quanto riguarda il “me lo su*a sta faccia di mer*a” quello era il mio carattere, unito all’ora e all’alcol. C’è anche un piccolo rancore, io poi personalmente non lo conosco, ma l’ho incontrato una volta ed è stato indisponente. Non mi sto scusando e mi spiace se questo farà venir fuori rancori tra me e la società.

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