SCIENZA&CLASSICI/ Filosofia del Senso Comune. Logica della Scienza & della Fede [Rilettura]

- Raffaella Manara

La scienza è una forma di conoscenza che si propone di superare il senso comune per cercare spiegazioni sempre più profonde. Ciò spesso entra in conflitto con il «senso comune».

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Dalla copertina del Libro

Antonio Livi

Filosofia del senso Comune
Logica della Scienza & della Fede

Ares, Milano 1990

Pagine 224 – Euro 13,43

Cogliamo subito il vivo interesse del tema. Sappiamo, infatti, che nell’apprendimento scientifico si presentano continuamente conflitti tra «senso comune» e acquisizione di contenuti disciplinari, sistematizzati e formalizzati. La scienza è una forma di conoscenza che, di per se stessa, si propone di superare il senso comune, alla ricerca di spiegazioni e di fondamenti più profondi, oggettivi e documentati, sottoposti alla verifica del metodo.
Non di rado, il senso comune viene anche apertamente contraddetto dalla spiegazione scientifica, fatto che contribuisce a rendere la conoscenza e il sapere scientifico qualcosa giudicato dai più «difficile».
Un maestro come Hans Freudenthal mette in evidenza in più occasioni che alcune difficoltà di apprendimento nella matematica sono riconducibili a una forma di «regressione al senso comune» che si presenta quando chi impara è introdotto al mondo formalizzato dei concetti e dei simboli matematici in modo «impositivo», che non rispetta cioè la funzione e l’apporto delle acquisizioni portate dall’esperienza diretta e dall’intuizione spontanea, ineliminabili e indispensabili allo stesso tempo.
Per gli insegnanti di discipline scientifiche, perciò, è da suggerire la lettura di un testo in cui si fa chiarezza su cosa sia da intendere per «senso comune» e quale sia il suo contributo conoscitivo.
Stiamo parlando, secondo l’autore, di «un ambito di certezze conoscitive che derivano direttamente dall’esperienza come tale, non da particolari riflessioni sull’esperienza stessa con la mediazione del raziocinio scientifico e della cultura; in quanto derivate direttamente dall’esperienza, tali certezze sono motivate dall’evidenza». Esse sono «connaturali all’intelligenza umana, […] sono patrimonio di tutti, sono universali nel tempo e nello spazio» e, in quanto tali, «costituiscono la base comune di conoscenza certa e indubitabile che consente la comunicazione intellettuale tra singoli individui e fra le diverse culture».
Andando a fondo dell’indagine da questo punto di partenza, sono ampiamente sviluppati i rapporti tra senso comune e conoscenza in ambito linguistico, filosofico e, ciò che a noi in particolare sta a cuore, scientifico. Riconoscendo che una posizione di realismo riconosciuto e affermato è l’origine più salda della curiosità di conoscere e dell’avventura scientifica, si può così giungere ad affermare che «la logica delle scienze, da qualunque punto di vista si esamini la ricerca scientifica, testimonia la presenza del senso comune come presupposto alla scienza stessa».
Sarà allora compito dell’insegnante sviscerare le conseguenze di metodo indotte dal rapporto tra questa importante facoltà dell’uomo e il lavoro richiesto per un apprendimento scientifico efficace.

Recensione di Raffaella Manara
(Docente di Matematica alle Scuole Superiori. Redazione Emmeciquadro)

© Pubblicato sul n° 27 di Emmeciquadro




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