SCIENZ@SCUOLA/ Crescere esplorando il mondo. Valenze formative nell’Insegnamento delle Scienze Sperimentali

- Mario Gargantini

L’apprendimento delle scienze dalla parte dell’insegnante che non cerca nuove strategie di comunicazione, ma che ha il desiderio di accompagnare gli studenti nell’incontro con la natura.

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Linee di flusso di cariche opposte

L’apprendimento delle scienze visto dalla parte dell’insegnante, non con lo sguardo dell’esperto di tecniche didattiche che cerca/trova le strategie migliori per comunicare informazioni sul mondo esterno, ma con il desiderio del «maestro» di accompagnare gli studenti nell’incontro col mondo della natura. Un incontro che si fa di giorno in giorno più preciso, svelando nuovi particolari e chiedendo di stabilire nessi, in un processo che diventa avventura di conoscenza anche di se stessi.

Formare piccoli specialisti o educare persone? Osservando il panorama dell’insegnamento delle scienze nei diversi ordini di scuola verrebbe da pensare che dietro alle affermazioni di principio a favore della seconda risposta si nasconda una pratica didattica indirizzata verso il primo dei due obiettivi.
Può essere allora opportuna una riflessione che faccia emergere le potenzialità educative di un insegnamento scientifico attento non solo ai contenuti da trasmettere, ma alla crescita armonica delle persone a tutti i livelli del percorso scolastico, a partire dai primi passi. In un’esperienza didattica così orientata entrano allora in gioco la competenza, la passione per la materia, la capacità di rapporto, il clima che si realizza in classe; unitamente alla consapevolezza che alla radice di ogni sapere c’è un’unica domanda: chi sono io e qual è il senso di tutto ciò che incontro?
La precedente affermazione richiede un minimo di approfondimento nel caso della conoscenza scientifica.
Nelle scienze infatti le domande centrali sembrerebbero altre: cos’è la realtà naturale? come si spiegano i comportamenti osservabili della natura?
Lo scienziato in effetti opera continuamente nel tentativo di collegare diversi aspetti della natura, si interessa degli oggetti e cerca di individuarne i legami reciproci. A ben guardare, tuttavia, tale interesse per gli oggetti è subordinato all’interesse per il soggetto: l’uomo ricerca i legami tra gli oggetti per collegare il tutto al soggetto, alla persona.
Quando mi interrogo sul perché un sasso cade a terra, posso trovare il nesso tra il sasso e il campo gravitazionale terrestre e arrivare a dettagliare matematicamente tale nesso, come ha fatto Newton trecento anni fa: ma mi interessa specificare il legame tra il sasso e la gravità solo perché la cosa in qualche misura c’entra con me.
In generale a ogni questione naturale è collegato qualcosa che ha a che fare con l’uomo, con la sua vita, i suoi rapporti.

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Mario Gargantini
(Direttore della Rivista Emmeciquadro)

© Pubblicato sul n° 30 di Emmeciquadro

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