SCIENZ@SCUOLA/ Viventi e non viventi. Scienze nella Classe Prima della Scuola Primaria

- Paolo Moraschini

Le tappe del cammino di apprendimento sulla discriminazione tra viventi e non viventi. Un percorso di impostazione dei principi generali sull’insegnamento delle scienze alla scuola primaria.

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Da un disegno degli alunni

È opportuno cominciare a insegnare scienze fin dai primi passi dell’iter scolastico? Nel dubbio, oggi molti insegnanti rimandano nel tempo lo sviluppo di attività «strutturate» che permettano l’incontro tra i bambini e il mondo della natura, limitandosi ad attività puramente occasionali.
Dopo anni di sperimentazione personale e di riscontri positivi nella ricerca/azione condotta con altri insegnanti, l’autore racconta le tappe del cammino di apprendimento di un concetto chiave delle scienze, la discriminazione tra viventi e non viventi, punto di partenza per moltissimi ulteriori sviluppi.
Un percorso in cui l’alunno è fortemente protagonista e in cui entrano in gioco criteri e principi generali di impostazione dell’insegnamento delle scienze alla scuola primaria. Per non rinunciare a una grande possibilità educativa, tanto più feconda nel momento in cui i bambini sono più curiosi.

Scienze in una prima classe di scuola primaria. I bambini si affollano curiosi intorno a ogni novità incontrata casualmente od opportunamente segnalata dall’insegnante. Come dare senso a questa curiosità fresca e pronta allo stupore, alle mille domande, ma anche alla inevitabile dispersività, alla facile stanchezza, al rischio di parlare di un po’ di tutto senza giungere al nocciolo di nessun problema?
È necessario un lavoro adeguato agli alunni, semplice, ma ben definito. Scelgo come primo obiettivo da raggiungere quello di saper discriminare tra viventi e non viventi: passare dalla percezione istintiva di una differenza tra vita e non vita alla identificazione delle caratteristiche che permettono di distinguere esseri viventi e corpi inanimati.
Decido che il percorso, che deve essere elementare sia nella terminologia che nella struttura dei passaggi logici, sia scandito sulle azioni che caratterizzano il «fare scienza» e guidato in modo che ogni bambino sia protagonista di un incontro personale con la realtà. Così, come vedremo, la curiosità naturale diventa domanda sempre più precisa su ciò che si osserva e l’osservazione estemporanea diventa attenzione che richiede confronti, verifiche sperimentali, in una parola che fa sorgere una serie di «perché», ossia apre il campo a nuove domande.
Non sempre si può rispondere immediatamente al fuoco di fila delle domande dei bambini che però non devono andare perdute perché sono sempre domande serie; per questo ho inventato la «scatola dei perché », in cui ogni bambino, ovviamente quando è in grado di scrivere, liberamente pone le sue domande e a cui io attingo per dare risposta nei momenti adeguati.

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Paolo Moraschini
(Scuola Primaria “Don Milani” Cernusco sul Naviglio (MI))

© Pubblicato sul n° 30 di Emmeciquadro

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