SCIENZ@SCUOLA/ Fare Scienze alla Scuola Primaria. Un percorso ricorsivo

- Stefania Sponda

L’innovazione didattica ed educativa non si realizza solo applicando dei modelli avanzati, ma rivisitando e riscoprendo criteri e principi discussi in un lavoro intelligentemente condiviso.

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Da un disegno degli alunni

Certamente è fondamentale avere le idee chiare sugli argomenti di scienze che si possono sviluppare alla scuola primaria, e sul modo in cui presentarli, ma si può desiderare di più.
C’è un metodo, quello del confronto leale tra idee, criteri, sperimentazioni, tentativi, che suscita la creatività in chi insegna e la realizzazione di avvenimenti/apprendimenti impensabili lavorando da soli.
Come testimonia il racconto del percorso di scienze sviluppato sul campo nell’arco di un ciclo di scuola primaria e continuamente confrontato, verificato e arricchito nel gruppo di ricerca. Dimostrando anche che l’innovazione didattica ed educativa non si realizza tanto applicando dei modelli avanzati, ma rivisitando e riscoprendo, nelle situazioni particolari, criteri e principi messi a fuoco via via in un lavoro intelligentemente condiviso.

Nel pensare il percorso di Scienze in questi anni ho tenuto conto di alcune sottolineature sulla natura della scienza, che diventano criteri per sviluppare gli argomenti di scienze in classe, presentate e discusse al gruppo di ricerca cui partecipo.
La conoscenza scientifica è apertura verso la realtà naturale: con la scienza si incontra il mondo della natura. È giusto sottolineare l’importanza del termine «incontro» perché incontrare significa entrare in rapporto con ciò che si ha davanti, che suscita interesse.
Ho imparato che, proprio a partire dai momenti chiave che caratterizzano l’indagine scientifica, i punti irrinunciabili per incontrare la natura sono: os¬servare, cioè guardare il mondo come è, rilevandone aspetti globali (per esempio la forma) e particolari (per esempio la struttura); identificare, ossia dare a ciò che si vede un nome; classificare, ossia ordinare secondo un criterio. In altre parole, si parte dal nostro innato desiderio di sapere, di capire le cose per iniziare ad esplorare il mondo e mettere in rilievo ciò che interessa.
C’è un aspetto che mi ha affascinato ed è stato per me motivo di continuo interesse: se noi la osserviamo bene, la natura appare in tutta la sua varietà, molteplicità, ma viene suggerita l’idea di un ordine emergente; per esempio le specie viventi sono tante ma si possono raggruppare in insiemi con proprietà comuni.
In questo contributo, racconto come si è svolto il mio lavoro di scienze nell’arco di cinque anni, cercando di mettere in evidenza gli aspetti che possiamo definire di «ricorsività», fondamentali perché ogni argomento sia proposto a livelli di approfondimento adeguati alle capacità di comprensione della persona che così è in grado di apprendere in modo stabile. In altre parole, non è proprio il caso, in prima o seconda primaria, di esaurire tutto quello che si può sapere su un argomento, per esempio la crescita delle piante, perché si rischierebbe di far imparare a memoria una serie di nomi. Tuttavia, proprio su un argomento di questo tipo si può ritornare, negli anni successivi del ciclo, a livelli di approfondimento maggiori, scoprendo orizzonti e significati più ampi.
Presento il lavoro classe per classe, documentandolo con le frasi sintetiche scritte dai bambini sui loro quaderni e con le schede sintetiche elaborate alla fine di ogni argomento.

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Stefania Sponda
(Il percorso descritto è stato svolto nella Scuola Primaria “Sacro Cuore” di Milano negli anni scolastici dal 2003-2004 al 2007-2008. E’ stato discusso nel gruppo di ricerca Educare Insegnando, promosso dalla Associazione “Il rischio educativo, che si tiene dall’anno 2005 parallelamente e a completamento di corsi di base per insegnanti di Scuola Primaria)

© Pubblicato sul n° 34 di Emmeciquadro

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