SCIENZ@SCUOLA/ Compiti per le vacanze. Imparare in ogni situazione e in ogni momento – Dossier 4

Ci sono modi alternativi per accompagnare i bambini, nostri alunni nella scuola primaria, a scoprire il mondo anche quando la scuola è finita. Alcuni esempi di «compiti» per le vacanze.

11.08.2010 - Maria Cristina Speciani
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In queste pagine vogliamo documentare modi alternativi per accompagnare i bambini – i nostri alunni – a scoprire il mondo anche quando la scuola è finita. Abbiamo chiesto ad alcuni insegnanti della scuola primaria di poter pubblicare i «compiti» assegnati ai loro scolari per i mesi delle vacanze estive.
Queste proposte di lavoro, formulate in modo molto vario – alcune schematiche, altre più dettagliate – e articolate secondo la specificità delle situazioni locali, fanno tutte strettamente riferimento a quanto ogni insegnante ha svolto con i bambini durante l’anno e a quanto intende svolgere l’anno seguente.
Se i «libri per le vacanze» ci sono sembrati spesso dei «pacchetti» preconfezionati quasi certamente fonte di stress e di dialettica tra genitori e figli, questi ci sembrano dei «regali» per favorire che i bambini «traffichino» quello che hanno imparato. Non solo per «tenere ripassato» quello che hanno imparato, ma anche per aumentare le loro conoscenze in modo autonomo e personale e per metterle a disposizione di tutti i loro compagni, al ritorno a scuola.
Per esempio, se durante l’anno si sono compiute osservazioni delle parti dei fiori, durante le vacanze si può fare un erbario e tentare una classificazione, da cui si può partire all’inizio dell’anno successivo. Non solo, ma nel tempo estivo in modo più libero, libero dalle pastoie del tempo che manca, delle attività e incombenze generali «obbligate», si può focalizzare il lavoro sulle «azioni del fare scienze» illustrate nel catalogo di esperienze che stiamo costruendo su questa rivista. Per esempio, a seconda delle classi si possono utilizzare approcci diversi, chiedendo ai bambini, con un criterio di ipotetica progressione, di raccogliere oggetti e materiali in prima, di classificare (in seconda e terza), di dare il nome agli oggetti raccolti (denominare) (in quarta), e di misurare in quinta.
Di seguito sono riportati esempi per ogni classe della scuola primaria: alcuni illustrano, motivandole brevemente, le scelte compiute; altri riportano le «consegne» scritte per i propri alunni. Infine, per la classe quinta, viene documentato il lavoro di scienze svolto da un’alunna in modo particolarmente originale – come compito libero durante le vacanze di Natale.

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a cura di Maria Cristina Speciani
(Caporedattore di Emmeciquadro, già docente di Scienze Naturali nei Licei, autore di libri di testo per la scuola superiore)

© Pubblicato sul n° 39 di Emmeciquadro

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