SCIENZAEVENTI/ “Natura, Vita ed Evoluzione”. La filosofia della natura di fronte all’evoluzione biologica

- Valeria Ascheri

Il corso di aggiornamento “Natura, Vita ed Evoluzione”. La filosofia della natura di fronte all’evoluzione biologica è stato organizzato da PUSC e dedicato alla comprensione del vivente.

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Dalla locandina del Convegno

Corso di aggiornamento per docenti

Dal 7 al 10 settembre 2011 la facoltà di Filosofia della Pontificia Università della Santa Croce ha organizzato il corso di aggiornamento “Natura, Vita ed Evoluzione”. La filosofia della natura di fronte all’evoluzione biologica dedicato al tema della comprensione del vivente e rivolto a docenti di filosofia, biologia e scienze naturali, a giovani laureati in queste discipline e agli ex-studenti dell’università e della facoltà di filosofia in particolare.
Finalità del corso era illustrare le nuove linee di ricerca emerse nella teoria dell’evoluzione e indagarne le implicazioni attraverso una profonda riflessione filosofica sulla vita e i suoi meccanismi, aprendosi alla ricerca del significato e del valore della natura e confrontandosi con la questione del senso ultimo della realtà e dell’essere umano in una prospettiva metafisica e teologica. Sulla base delle importanti e numerose scoperte avvenute negli ultimi decenni nel campo della biologia (basti pensare alla mappatura della sequenza completa del Genoma umano nel 2005) e sulla scia delle celebrazioni per il 2009 – 150° anniversario della pubblicazione de’ L’origine della Specie (1859) e 200° anniversario dalla nascita del suo autore, Charles R. Darwin (1809-1882) – e del simultaneo dibattito tra sostenitori di creazionismo, evoluzionismo e Intelligent Design, comprendere la vita e i suoi meccanismi appare oggi la più grande sfida per la scienza del XXI secolo e, allo stesso tempo, sembra richiedere una visione sempre più unificata, frutto della studio e dell’approfondimento della moderna biologia evolutiva e di una filosofia della natura capace di interpretarla.
I docenti del corso di aggiornamento sono stati professori di università italiane, esperti studiosi della vita secondo i diversi ambiti disciplinari coinvolti dal tema «vita» e quindi filosofi, teologici, antropologi, biologi e studiosi di scienze naturali. Tra i filosofi, Philippe Dalleur, José Angel Lombo, Rafael A. Martínez e Miguel Pérez de Laborda (Pontificia Università della Santa Croce) e Saverio Forestiero (Università di Roma Tor Vergata e Università di Cassino), Ludovico Galleni (Università di Pisa), Marco Oliverio e Gigliola Puppi (Università di Roma “La Sapienza”) Roscoe Stanyon (Università di Firenze) per le sezioni di matrice scientifico-biologica.
L’affiatato corpo docente è riuscito a trasmettere le diverse nozioni integrandole fra loro e dando una visione completa e coerente del variegato «fenomeno vita», senza presupporre specifiche conoscenze filosofiche o scientifiche né limitandosi a informazioni e nozioni che di per sé sarebbero state insufficienti a fornire la cornice d’insieme necessaria a comprendere il tema nel dibattito odierno.
Il corso – articolato in sessioni di novanta minuti e con ampi spazi per la discussione e gli approfondimenti – ha sviluppato l’argomento in quattro aree tematiche, suddivise nei diversi giorni di lavoro, fornendo ai circa cinquanta partecipanti ulteriori sussidi e riferimenti bibliografici – anche attraverso l’ausilio di una piattaforma multimediale – e metodologici, utili per la didattica e l’approfondimento disciplinare e transdisciplinare.

La prima sezione, dal titolo Filosofia della scienza, è stata l’introduzione filosofica al corso e ha offerto la cornice metafisica, ontologica ed epistemologica necessaria per collegare scienza e filosofia nel rispetto della loro autonomia e specificità. La seconda, a carattere prettamente scientifico, Fondamenti di biologia evolutiva, ha presentato in maniera sintetica, ma rigorosa, la storia e la teoria del pensiero evoluzionistico da Darwin ad oggi e i fondamenti chimico-biologici della vita, dando gli elementi fondamentali necessari per la comprensione della biologia evolutiva, i suoi metodi e la sua portata. La terza parte, Filosofia della natura e della vita, ha illustrato la storia della comprensione filosofica della natura e della vita dall’antichità all’epoca contemporanea, in relazione alla conoscenza scientifica e razionale, e ha sottolineato alcuni punti chiave oggi indagati in nuova prospettiva, quali i concetti di natura, sostanza, essere e divenire, ordine e processo naturali, forma e specie, causa formale e finale. La quarta e ultima parte, Filosofia e biologia a confronto, ha trattato i principali problemi di confine tra filosofia della natura e scienze della vita: la specificità umana, il ruolo del caso e della finalità e la ricerca di un’intelligibilità nella natura in chiave metafisica.
Tra le tematiche ampiamente analizzate e discusse, citiamo per esempio la differenza che sussiste tra l’uomo e gli altri primati, particolarmente riguardo al comportamento e all’intelligenza, i concetti di casualità e causalità nell’evoluzione e di causa proporzionata e aleatorietà, l’anima come principio vitale e il suo rapporto con il corpo, il legame tra identità umana e anima razionale e infine la teologia ante-Darwin e le dispute teologiche emerse nel trattare l’evoluzione umana e che comprendono il tema della creazione divina e del «disegno» e la nozione di Dio dibattuta dagli evoluzionisti.
Il fenomeno della vita è da sempre uno dei temi – se non il tema – più complicato «da decifrare» perché, in un certo senso il soggetto coincide con l’oggetto, ossia l’uomo – lo studente – coincide con la materia di studio, trovandosi a voler comprendere lo stesso fenomeno di cui è parte: è come un guardarsi allo specchio senza poter mai avere l’immagine completa di noi stessi o poter «arrivare in fondo», pena il rischio di distruggere l’uomo stesso, rischio ormai non più nascosto o ignorato nelle più avanzate ricerche di biotecnologia e nelle sperimentazioni di genetica e discusso ampiamente dalla bioetica.
Allo stesso tempo, l’uomo non può rinunciare allo studio della vita perché equivarrebbe alla rinuncia a capire se stesso e il suo «essere meraviglioso» e, in prospettiva teologica, il suo essere «creatura di Dio», al centro e all’apice di tutta la creazione. Lo stesso Charles R. Darwin, nelle Conclusioni della seconda edizione de’ L’Origine delle Specie (gennaio 1860), scriveva: «Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione della vita, con le sue diverse forze, originariamente impresse dal Creatore in poche o in una forma; e nel fatto che, mentre questo pianeta ha continuato a ruotare secondo la legge immutabile della gravità, da un così semplice inizio forme innumerevoli, bellissime e meravigliose, si sono evolute e si evolvono».
Senza dubbio questo corso ha raggiunto il suo obiettivo, ossia quello di aggiornare e approfondire l’evoluzione sotto diverse prospettive ma, nel suo complesso, è riuscito anche a proporre una visione della natura e dell’evoluzione biologica in cui fede e scienza non sono in contrapposizione ma, anzi, appaiono quasi necessariamente e mirabilmente complementari, mostrando in tal modo la ricchezza e la bellezza della vita – e della vita umana in particolare – nella sua genesi, nella sua complessità e nella sua dinamicità, in definitiva in quello che è il mistero e il miracolo della vita sulla Terra nelle sue diverse specie e in ciascuno di noi.

 

 

Valeria Ascheri

(Pontificia Università della Santa Croce – Roma)

 

 

 

© Pubblicato sul n° 44 di Emmeciquadro




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