SCIENZAEVENTI/ …. per piacere, voglio «contare» … difficoltà, disturbi di apprendimento e didattica della Matematica

Nei giorni 23 e 24 marzo 2013 si è svolto a Padova, presso il Palazzo del Bo, il XVIII Convegno GRIMeD «Matematica e Difficoltà» con a tema le problematiche legate alla discalculia.

22.06.2013 - Graziella Visconti
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Da anni l’Associazione GRIMeD, di cui fanno parte docenti universitari e insegnanti ricercatori, si occupa di insegnamento/apprendimento della matematica ad allievi in difficoltà; nel 2013, dopo il Seminario di studio svoltosi a Chianciano nel marzo 2012, il Convegno Nazionale ha messo a tema, oltre alle difficoltà, il Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA) riguardante l’uso del numero e il calcolo (discalculia).
Per la prima volta il convegno si è svolto in collaborazione con l’Associazione C.N.I.S. (Coordinamento Nazionale Insegnanti Specializzati)  e ha visto la presenza e la partecipazione oltre che di docenti e ricercatori di didattica della matematica, anche di docenti e ricercatori di psicologia dell’apprendimento.
Mi pare questo un punto di notevole importanza; in questi anni, in cui si è sviluppata una maggior consapevolezza riguardo ai Disturbi Specifici di Apprendimento, vi è stato un grande fiorire di studi e di ricerche in ambito psicologico con una grossa ricaduta nell’editoria specializzata e nell’aggiornamento degli insegnanti; contemporaneamente chi si occupava di didattica della matematica ha continuato a lavorare per cercare modalità di lavoro sempre più adeguate alle difficoltà evidenziate dagli alunni. È chiaro che le ricerche nei due ambiti trattino le questioni con approcci e metodi differenti, ma poiché l’oggetto della ricerca è per entrambi la difficoltà in ambito matematico è estremamente importante che si approfondisca la conoscenza reciproca.
Il rapporto tra questi due ambiti di ricerca si concretizza poi nella quotidianità scolastica nella relazione tra insegnante ed «esperto»; spesso se non c’è il riconoscimento reciproco dei ruoli specifici di ciascuno, si rischia di escludere l’uno o l’altro a scapito del percorso positivo che l’alunno potrebbe compiere.
Contributo fondamentale in questa linea è stato quello di Daniela Lucangeli (presidente del C.N.I.S.) da anni impegnata nella ricerca sulla discalculia, sia in riferimento alla psicologia dell’apprendimento, sia accogliendo l’apporto che le neuroscienze stanno sviluppando in questo campo. Nella sua relazione ha sottolineato la differenza tra difficoltà in matematica e disturbo specifico nel calcolo; ha evidenziato inoltre la diversità tra l’automatismo della lettura, valutabile con prove a tempo, e l’abilità di calcolo che non si può misurare in base al tempo utilizzato, ma deve tener conto delle strategie impiegate. Ha ribadito che la discalculia è una disfunzione organica, geneticamente determinata e che l’incidenza di tale disfunzione è bassissima (0,2% secondo i dati IARLD – International Academy for Research in Learning Disabilities); ha illustrato il modello di approccio maturazionale secondo il quale, pur in presenza di danno organico, un adeguato intervento di aiuto può modificare le funzioni cerebrali. Ha concluso esprimendo la fiducia in una fattiva collaborazione tra psicologia e didattica e sottolineando il ruolo di catalizzatore (acceleratore meccanico di trasformazioni) che una buona didattica può avere nel processo di recupero delle abilità degli allievi.
Numerosi interventi hanno illustrato risultati di ricerche particolari o esperienze in atto, nelle diverse scuole, tese a trovare strategie e approcci che favoriscano l’apprendimento della matematica e prevengano o aiutino a superare gli ostacoli che costantemente emergono nella pratica didattica e nelle rilevazioni del Sistema Nazionale di Valutazione.
In modo particolare vorrei segnalare l’intervento di Anna Paola Longo, che i lettori di Emmeciquadro conoscono per i suoi articoli, che riguardano l’insegnamento della matematica; nella sua relazione ha messo in luce come la riflessione sugli errori commessi dagli alunni può e deve trasformarsi in risorsa didattica per ricercare i nodi concettuali su cui lavorare e impostare una metodologia di lavoro che tenga conto sia della correttezza disciplinare, sia del percorso di apprendimento di ciascuno.
Altri interventi interessanti sono stati quelli di Brunetto Piochi che ha segnalato la possibilità del gioco nelle scuole superiori, di Paola Vighi che ha illustrato una ricerca sulla difficoltà dei bambini a comprendere gli schieramenti e di Paola Damiani che ha evidenziato le difficoltà e i disturbi degli insegnanti.
A completamento delle relazioni, per la prima volta, sono state realizzate alcune sessioni-poster dove è stato possibile visionare materiali e interloquire con i relatori. Tutte le relazioni presentate sono raccolte in un CD allegato al QUADERNO GRIMeD n. 1, pubblicato dall’Editrice Pitagora di Bologna.

Graziella Visconti
(Associazione Ma.P.Es, Matematica – Pensiero – Esperienza)

© Pubblicato sul n° 49 di Emmeciquadro

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