SCIENZA&LIBRI/ Gendercrazia. Nuova utopia. Uomo e donna al bivio tra relazione o disintegrazione

Da un medico, una lucida analisi delle questioni legate alla «teoria gender». Una sorta di gendercrazia che, dimostra l’autore, non regge alla testimonianza di uomini e donne vivi.

Soeciani_61_00_atzori-apertura_439x302_ok
Dalla copertina del libro

Chiara Atzori, milanese, medico ospedaliero specialista in infettivologia, ha numerose pubblicazioni scientifiche in ambito HIV-AIDS. Un’esperta, quindi, che opera alla frontiera della vita e della salute della persona e che ha voluto prendere posizione di fronte alla cosiddetta «teoria gender» in cui la differenza tra maschile e femminile è oscurata e proposta come liberamente opzionabile a seconda delle preferenze individuali.
Tenendo presente la sintetica frase di Papa Francesco che ha definito il gender «uno sbaglio del pensiero che crea tanta confusione», l’autore vuole fare chiarezza sia sui termini della cosiddetta «teoria gender» (l’ampio «glossario» -30 pagine- in fondo al libro è di grande aiuto anche a chi ne sa già qualcosa), sia sulla sua portata culturale ed educativa.
E, come dichiara nell’Introduzione, intende offrire un «sostegno alla sopravvivenza di semplici uomini e donne, e collaborare a mantenere desta l’attenzione su quello che è accaduto e sta accadendo, illustrando alcune radici del gender che sono smascherate nella loro inconsistenza scientifica e affabulatoria dal comune buon senso.» (p. 11).
Si parte da domande semplici: la teoria gender esiste o non esiste? quale significato per le parole persona, sesso e gender? Nella lettura diventa chiaro che la visione gender non è nata dal basso, ma da «un ristretto gruppo di persone dotate di grande potere economico e ampio accesso ai sistemi di comunicazione.» (p. 9). Attraverso un breve percorso storico-sociologico l’autrice spiega poi come le istanze psicanalitiche, materialiste, unite al femminismo e all’omosessualismo militanti ne stanno facendo una sorta di pensiero egemonico unico, «gendercrazia».
Il libro segue diversi filoni di analisi – scientifico, filosofico, linguistico, psicanalitico – e offre tanti spunti di riflessione. La lettura scorre veloce, per scoprire i temi che si susseguono, ed è piacevole nella forma, per esempio quando presenta episodi che molti di noi hanno incontrato nella vita quotidiana e ne mostra le contraddizioni. Da leggere – divertente se non fosse tristemente vera -, la riscrittura secondo il linguaggio gender che l’autrice fa della storia della sua vita, alle pagine 78-82.
Il sottotitolo del libro, Uomo e donna al bivio tra relazione o disintegrazione, esprime in estrema sintesi che la risposta alla teoria gender è un dato di realtà ineliminabile: la testimonianza di uomini e donne che vivono ogni giorno la bellezza di relazioni biologiche e psicologiche che riconoscono e valorizzano differenze e complementarietà tra uomo e donna.
Il capitolo otto, intitolato La neolingua, dedica alcune pagine a Jacques Derrida e alle sue teorie decostruzioniste mostrando come «nel gender vi è una precisa volontà di decostruire il concetto di genere maschile/femminile (inteso come pura costruzione e costrizione educativo-culturale) staccandolo da quello di sesso (questo sarebbe puramente biologia, oggi manipolabile attraverso la tecnoscienza) attraverso l’effettiva manipolazione anche del linguaggio.» (p.130).
E dopo questo esordio, l’autore riporta brani di documenti della Chiesa cattolica (2004), di Benedetto XVI (2012) e di Papa Bergoglio (2015), per mostrare, finalmente, la potenza di una ragione che riconosce la realtà e definisce l’essere umano come relazione tra diversi, relazione da coltivare con amore, rispetto e perdono (p. 136).


Chiara Atzori

Gendercrazia. Nuova utopia
Uomo e donna al bivio tra relazione o disintegrazione

Sugarco Edizioni – Milano 2015

Pagine 200 – Euro 16,50

Recensione di Maria Cristina Speciani
(Membro della Redazione della rivista Emmeciquadro, già docente di Scienze Naturali nei licei, autore di libri di testo)

© Pubblicato sul n° 61 di Emmeciquadro

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori