SCIENZA&LIBRI/ Il potere della mente. Come il pensiero agisce sul nostro cervello

Una tematica coinvolgente, affrontata tenendo conto dei recenti risultati delle neuroscienze, con una ampia casistica relativa alla complessa interazione tra la mente e il cervello.

07.07.2016 - Renzo Gorla
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Dalla copertina del libro

Nel libro si parla di pratiche terapeutiche attraverso cui è possibile: guarire grazie all’immaginazione (effetto placebo), bloccare le crisi epilettiche col pensiero, modificare la percezione con l’ipnosi tanto da permettere interventi chirurgici senza anestesia, pilotare il cervello in tempo reale con le tecniche del neurofeedback, di gestione dell’ansia attraverso la meditazione, dell’essere in sintonia con le azioni altrui attraverso i neuroni specchio.
Insomma di come alcune pratiche terapeutiche alternative, non farmacologiche, producano effetti benefici misurabili, durevoli e spesso comparabili. Ovviamente non bisogna farsi illusioni e le neuroscienze sono essenziali per contrastare ogni forma di ciarlataneria ed eventuali abusi.
Gli ultimi due capitoli del libro cercano di dare una inquadratura teorica alla esperienze illustrate.
Il tentativo è quello di rispondere alla domanda su quale sia il potere della mente contestualizzando le conclusioni nella risposta alla domanda più generale su che cosa sia la vita. L’affermazione attribuita a Francisco Varela (1946-2001) e Humberto Maturana (1928-…) e risalente agli anni Settanta del secolo scorso, è che i viventi si caratterizzano per la loro autoriproduzione continua, un processo che i due autori hanno definito autopoietico, dal greco autos (sè) e poiein (produrre).
In altre parole il corpo dell’uomo si rigenera in continuazione. Nel caso del cervello per ogni nuovo apprendimento si creano e si rinforzano nuove connessioni fra neuroni. La mente ha un reale potere di trasformazione del cervello.
A fronte di un approccio «riduzionista» secondo il quale sarebbe possibile ridurre tutti i comportamenti o la personalità umana al suo patrimonio genetico, l’autore Michel Le Van Quyen, seguendo la strada aperta dal suo maestro Francisco Varela, ci porta alle conclusioni che: «ogni pensiero, azione o percezione dipendono dalla coordinazione di miriadi di neuroni, suddivisi in un gran numero di regioni cerebrali specializzate che formano una rete che viene definendosi in funzione della storia dell’individuo».
L’allenamento sarebbe il modo con cui la mente, considerata a lungo qualcosa di esterno alla natura, si riconcilia con la natura: il cervello crea la mente che modifica il cervello.
Quanto detto giustifica, anche, lo scetticismo dell’autore nei confronti dello Human Brain Project – progetto europeo lanciato nel 2013 – la cui idea portante è che una simulazione del cervello è possibile se si considera accuratamente la sua complessità fisica, cioè la diversità dei suoi elementi (circa 100 miliardi di neuroni) e il numero ancora più vertiginoso delle loro connessioni (100.000 miliardi di connessioni).


Michel Le Van Quyen

Il potere della mente.
Come il pensiero agisce sul nostro cervello

Dedalo – Bari 2016

Pagine 208 – Euro 16,00

Recensione di Renzo Gorla
(Redazione Emmeciquadro)

© Pubblicato sul n° 61 di Emmeciquadro

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