SCIENZA&LIBRI/ Storia della fisica italiana. Un’introduzione

Angelo Baracca discute con spirito critico gli aspetti positivi e negativi della ricerca fisica italiana dal Rinascimento a oggi, inquadrandoli nel contesto storico e sociologico del tempo.

16.04.2018 - Maria Elisa Bergamaschini
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Dalla copertina del libro

Un saggio, forse unico nel panorama editoriale attuale, colma una lacuna rilevante che l’autore, già Professore di Storia della Fisica presso l’Università di Firenze, così sintetizza: «la grande maggioranza degli italiani ha una profonda ignoranza della nostra tradizione scientifica, dei suoi limiti, ma anche dei suoi meriti e dei suoi problemi» (p. 10).
Questo lo si può riscontrare nella scarsa conoscenza tra gli studenti anche solo dei nomi degli scienziati italiani di punta di un passato anche recente, come per esempio i premi Nobel; ma è lecito chiederci quanti studenti sanno che Guglielmo Marconi, Emilio Segrè, Riccardo Giacconi, Giulio Natta e altri ancora, in epoche diverse, sono stati insigniti di questo premio. Esiste poi un lungo elenco di eccellenze italiane a livello internazionale (perché da sempre la scienza è per sua natura sovranazionale) che, pur non avendo creato scuole di pensiero, hanno dato, e danno ancora, contributi significativi al progredire della scienza nei diversi ambiti specifici.
L’autore delinea un excursus puntuale degli scienziati italiani che hanno segnato la storia della Fisica dalla tradizione rinascimentale ai giorni nostri, attraverso gli anni del Risorgimento, il periodo che va dall’unità d’Italia alla prima guerra mondiale e poi l’epoca tra le due guerre mondiali fino alla fine del secolo scorso.
Non si limita a una carrellata di nomi e di ambiti di ricerca dei diversi scienziati che vengono via via citati, ma inquadra con spirito critico gli aspetti positivi o quelli negativi della ricerca fisica nel contesto storico e sociologico che ha orientato e talora condizionato il suo sviluppo, «non volendo rinunciare a un impianto interpretativo, anche forte» (p. 10).
Questo testo potrebbe sembrare destinato a lettori con interessi molto particolari, un po’ eruditi. Ma nella realtà odierna potrebbe essere una fonte di informazioni utili ai docenti di scuola superiore impegnati nel difficile, ma fondamentale, compito dell’orientamento dei propri studenti; in particolare, in tempo di accesa esterofilia incrementata dai media, i giovani interessati alle lauree scientifiche devono potersi rendere conto che in Italia esiste una tradizione e una attualità di ricerca scientifica e applicativa di eccellenza, in cui vale la pena di inserirsi.
E questo nonostante, anche in questo ambito particolare, siano oggi presenti problematiche di natura sociologica e strutturale innegabili, che alla fine del saggio sono discusse nell’Aggiornamento, scritto a due mani da Duccio Fanelli e Roberto Livi.
Un nota bene conclusivo. Un saggio di questo tipo richiederebbe un indice analitico dei nomi citati per facilitarne l’utilizzo allo scopo di cui si è appena detto.


Angelo Baracca

Storia della fisica italiana. Un’introduzione

Jaca Book – Milano 2017

Pagine 208 – Euro 18,00

 

 

 

 

Recensione di Maria Elisa Bergamaschini
(Redazione Emmeciquadro)

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© Pubblicato sul n° 68 di Emmeciquadro



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