ENERGIA/ Bernardi (Illumia): dopo il Covid un nuovo inizio (con monopattino)

- int. Marco Bernardi

Illumia, il primo family business italiano nel mercato retail di energia e gas, dopo aver messo in sicurezza l’azienda, è pronto a ripartire con nuove iniziative

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Marco Bernardi, presidente di Illumia (archivio)

A febbraio Illumia aveva ricevuto il Premio Industria Felix Emilia-Romagna quale “migliore impresa del settore Utility” per performance gestionale e affidabilità finanziaria. Poi è scoppiata l’emergenza Covid, ma sette mesi dopo il gruppo non ha perso energia, anzi è pronto “a un vero e proprio nuovo inizio più che a una ripresa”. Parola di Marco Bernardi, presidente di Illumia, il primo family business italiano nel mercato retail di energia e gas. Del resto, sono proprio nel Dna del gruppo bolognese la capacità e la volontà di ripartire, incessantemente, come recita plasticamente il payoff aziendale: “Start Everyday”. E ad ascoltare con quanta convinzione Bernardi, guardando ai prossimi mesi, parla di “nuovo inizio” dopo l’emergenza Covid si sentono quasi riecheggiare le parole di Cesare Pavese: “L’unica gioia al mondo è cominciare. E’ bello vivere perché vivere è cominciare, sempre ad ogni istante”. “Siamo abituati – aggiunge Bernardi – a ripartire ogni giorno: non è quindi un problema di ‘ripresa’ o ‘ripartenza’, ma un vero e proprio nuovo inizio”.

Da dove nasce questa convinzione?

Abbiamo focalizzato ogni azione e decisione verso un obiettivo chiaro: riuscire a monitorare e gestire liquidità e consumi, cioè i due fattori nel settore elettrico maggiormente sotto stress in questi mesi di emergenza.

Perché sotto stress?

Il nodo della liquidità è legato a un incremento degli insoluti derivante anche dall’interruzione temporanea dei distacchi prevista dall’Autorità per l’energia, mentre sui consumi elettrici ha pesato il lockdown cui è stato costretto gran parte del segmento della clientela corporate.

Come avete ovviato a questi due problemi?
Siamo riusciti a mettere in sicurezza l’azienda su entrambi i fronti grazie alla velocità e proattività con cui ci siamo mossi. E oggi possiamo dire di non aver avuto ripercussioni rilevanti nei primi sei mesi.

A tal proposito, come avete affrontato i mesi del lockdown?

Per evitare di perdere di vista la visione d’insieme in azienda ci siamo inventati i “Monday Update”, un webinar settimanale, che ha coinvolto tutti i collaboratori, in cui viene fatto il punto sull’andamento dell’azienda e sulle iniziative adottate. A questi webinar hanno partecipato anche ospiti d’eccezione, come l’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic e il gruppo musicale degli Stadio, da cui abbiamo avuto ispirazioni utili.

E ora cosa prevede per i mesi a venire?

Per quanto riguarda il 2020, ci piacerebbe chiudere in linea con le aspettative. Certo, abbiamo un po’ di lavoro da recuperare a causa dell’emergenza Covid, ma è una sfida che pensiamo di poter affrontare.

Illumia e il Gruppo Tremagi, la holding che controlla le attività, vengono da un 2019 di buoni risultati. Pensate di poterli confermare?

Sì, l’azienda è concentrata a ripetere il successo dello scorso anno. Tremagi ha chiuso il 2019 con un fatturato pari a 917 milioni di euro, in rialzo rispetto ai 902 dell’anno precedente, registrando un incremento del 23% dei volumi venduti di gas. Una buona pianificazione in tutti i reparti aziendali e la crescita professionale del nostro management hanno permesso di migliorare tutti i parametri. E qualche settimana fa abbiamo ricevuto la conferma del Rating Cerved B1.1, che ci qualifica Investment Grade anche per il 2019 in un settore difficile come quello elettrico e, soprattutto, in un momento delicato come quello attuale.

Quindi pensate di poter crescere anche in questo 2020?

Per Illumia la crescita deve essere una regola. Siamo obbligati, altrimenti corriamo il rischio di scomparire in un mercato che è altamente concentrato: basti pensare che i primi tre operatori valgono l’80% di share. Possiamo però contare su un piano industriale solido, che poggia su un buon equilibrio tra crescita organica e operazioni straordinarie. Anzi, penso che entro fine anno annunceremo una nuova iniziativa.

Intanto avete avviato una partnership con Helbiz per una piccola flotta di monopattini elettrici a disposizione dei dipendenti. Perché?

E’ un primo passo, piccolo piccolo, ma che segna una direzione precisa. Siamo abituati a testare in prima persona i servizi che offriamo ed è per questo che abbiamo iniziato con un progetto pilota interno. Il nostro intento però è dar vita a nuova linea di business dedicata proprio alla mobilità elettrica “leggerà”.

Un’ultima domanda riguarda lo spin off Wekiwi, che in un solo anno ha fatto registrare un incremento del 137% del numero di clienti web rispetto all’anno precedente. Come si spiega questo exploit?

Oggi Wekiwi, lo smart team staccato da Illumia e formato da 15 ragazzi, è una realtà affermata sul mercato e un formidabile incubatore di idee. Questo esperimento ha dato risultati così incoraggianti che non solo continueremo a investire in Francia, ma stiamo già pensando di sbarcare in un altro paese europeo.

(Marco Tedesco)

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