LIBERALIZZAZIONI/ Gas. L’esperto: lo scorporo di Eni e Snam? I vantaggi non saranno in bolletta…

- int. Silvio Bosetti

Secondo SILVIO BOSETTI, la gestione indipendente della rete del gas potrà sortire degli effetti benefici in termini di competitività solamente sul medio-lungo periodo

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Foto Imagoeconomica

Un mutamento epocale o una rivoluzione mancata? Secondo molti, è più probabile la seconda. Di per sé, lo scorporo completo di Eni da Snam (la Holding che controlla Snam Rete Gas, la principale società italiana proprietaria delle infrastrutture per il trasporto del gas naturale) è cosa buona. Se, tuttavia, contestualmente alla suddivisione proprietaria si fosse proceduto con la privatizzazione di una delle due, sarebbe stata cosa migliore. Resta da capire se, per lo meno, ci saranno dei vantaggi per i consumatori. In termini, soprattutto, di riduzione delle bollette. «Non aspettiamoci riduzioni eclatanti. Di certo, ci potranno essere dei benefici in termini di efficienza, modernizzazione e competitività; ma si verificheranno pianamente solamente sul medio-lungo periodo», afferma, raggiunto da ilSussidiario.net, Silvio Bosetti, direttore generale della Fondazione Energy Lab. In ogni caso, i vantaggi deriveranno dal fatto che «la rete sarà di proprietà di un soggetto terzo che consentirà maggiore competizione nei prezzi di trasporto». Secondo Bosetti si tratta del completamento di un processo di liberalizzazione avviato, come prescritto dall’Europa, con la separazione contabile, proseguito con quella societaria e arrivato oggi a quella proprietaria».

Il fatto che non ci siano all’orizzonte ipotesi di privatizzazioni non rappresenta, per Bosetti, un problema. «Una società proprietaria di infrastrutture viene remunerata su un tasso di valutazione finanziaria stabilito dall’Autorità garante per l’energia elettrica e il gas e viene regolata in base a investimenti che, a loro volta sono controllati. Per cui, che il proprietario sia pubblico, privato, o costituito da mix dei due (il che è la formula, in ogni caso, più auspicabile) cambia ben poco». Cerchiamo di capire in costa consisteranno i miglioramenti. «Dipenderanno dalla diversa gestione del trasporto e dalla regolazione dell’accesso. Si afferma che oggi alcune nostre infrastrutture operino solamente al 50-60% delle proprie capacità. Se i nostri gasdotti fossero utilizzati al pieno della propria disponibilità di trasporto potremmo avere passaggi più competitivi». In sostanza: «Alcuni operatori diversi da Eni potrebbero, ad esempio, comprare gas in Libia, avvalendosi della tubatura attualmente non utilizzata per negoziare nuovi contratti».

Fino a oggi, questo non era possibile. «Eni, proprietaria del gas trasportato e, al contempo, della rete attraverso la quale esso passava, non consentiva il passaggio ad altri operatori. Se uno, infatti, è proprietario contemporaneamente dell’autostrada, dei veicoli che vi scorrono e dei caselli autostradali, presumibilmente regolerà il flusso come maggiormente gli conviene». C’è un secondo fattore positivo: «Sul fronte dei prezzi, ci potrebbe essere un miglioramento dal punto di vista della trasparenza. L’autorità dell’energia elettrica e del gas potrebbe incidere, infatti, una volta affidata la rete ad una altro gestore, sui costi di trasporto». 

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