ENERGIA/ Week end al Museo, a parlare con Salgari di reti e di risparmio

- La Redazione

MICHELE ORIOLI ci parla della nuova sezione Sistema energetico e del laboratorio interattivo Energia & Ambiente del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano

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L'evoluzione delle lampadine e il frigo anni Sessanta

Come si può risparmiare energia durante un week end in una grande città? Certo, si possono spegnere le luci dei monumenti, fare più attenzione ai consumi domestici, girare a piedi o almeno con la city bike, e altri accorgimenti del genere. Ma il risparmio energetico si può attuare anche andando a conoscere e imparare … “come si può risparmiare energia”. Lo hanno già sperimentato i milanesi, e non solo, che nel week end appena passato hanno frequentato la nuova sezione Sistema energetico e il laboratorio interattivo Energia & Ambiente del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia; e l’esperienza si potrà ripetere  a fine aprile e il 19 – 20 maggio.

Ma cosa si può imparare durante un appuntamento del genere? In primo luogo – come spiegano i curatori e gli animatori dei nuovi spazi espositivi – che bisogna guardare al sistema energetico nella sua totalità, a partire dagli attori che lo governano per arrivare all’evoluzione che il sistema subisce sia attraverso decisioni imposte dall’alto con la normativa, ma anche tramite le scelte del singolo cittadino spesso contraddistinte da un forte valore ideale.

Quando si parla di attori che compongono il sistema ci si riferisce alle fonti primarie (quindi alla produzione) di energia, non rinnovabili e rinnovabili, perciò: carbone, petrolio, gas, uranio, corsi d’acqua, biomasse, sole, vento, Terra e mare. Ma si devono considerare sempre più le reti (trasporto e distribuzione) e quindi le infrastrutture necessarie per trasportare e distribuire l’energia dal luogo di produzione a quello di utilizzo: rete elettrica, rete gas, rete di teleriscaldamento, rete trasporto merci e distribuzione carburanti. Infine bisogna parlare dei consumatori, nei diversi settori di consumo dell’energia: residenziale, trasporti, servizi, industria e agricoltura; sono tipologie di attori che stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante data l’evoluzione del sistema che porta a far convergere i ruoli di produttore e di consumatore, con conseguenze enormi su tutto il sistema.

In vista di tali mutamenti, non è di secondaria importanza una maggior consapevolezza critica da parte di tutti e un maggior approfondimento anche delle basi conoscitive che determinano il panorama energetico. Un museo è un luogo privilegiato per familiarizzare, ad esempio, con i principali processi che governano i cosiddetti cicli termodinamici, a partire da quelli che storicamente hanno orientato gli scambi di calore e lavoro al fine di produrre energia utile. È interessante così scoprire che i motori a vapore sono nati prima ancora che fosse precisato il concetto di energia; o come il motore a scoppio abbia una storia fortemente legata all’utilizzo dei combustibili fossili, soprattutto nell’ambito dei trasporti; oppure riscoprire i motori Stirling, ideati due secoli fa ma oggi tornati alla ribalta per il loro possibile impiego anche con fonti rinnovabili.

Uno strumento come un Laboratorio interattivo è ideale per esplorare un concetto complesso ma molto diffuso come quello di rete: fondamentale in molti ambiti della nostra quotidianità, dalle telecomunicazioni ai trasporti e che, declinato nella distribuzione e nella trasmissione di energia, permette di collegare l’energia alle più generali tecnologie che ci circondano e fare considerazioni sulle nostre scelte e abitudini energetiche. Nel caso della corrente elettrica oggi tutti percepiamo che ne disponiamo in modo capillare ma, salvo quando si verificano i black-out o quando paghiamo la bolletta, spesso trascuriamo la fonte e il luogo di produzione, l’importanza di una gestione e di una distribuzione efficace.

La stessa rete elettrica – fanno osservare i tecnici del museo – è una struttura in continua evoluzione che deve adattarsi e rinnovarsi per poter accogliere le sfide poste dalle questioni energetiche; basti pensare all’utilizzo crescente di fonti rinnovabili che per loro natura sono intermittenti e solo parzialmente prevedibili; o considerare la prospettiva delle smart grid, che organizzeranno l’enorme massa di informazioni circolanti in rete per ottimizzare la gestione dell’energia.

E non ci sono solo le grandi tematiche. Un week end al museo dà l’opportunità di prendere confidenza con vari aspetti pratici del nostro rapporto di ogni giorno con l’energia e della sua evoluzione. In una sotto-area che indaga come è prodotta, trasportata e consumata l’energia elettrica che arriva a casa nostra si parla di bolletta e di contatore; e per meglio afferrare le spiegazioni, ci troviamo davanti a una bolletta in formato gigante commentata messa a confronto con una bolletta storica o con una bolletta “grandi taglie”; e poi possiamo paragonare direttamente un contatore elettromeccanico del 1926 con uno elettronico del 2010 e con un dispositivo Smart Info per il controllo domotico degli elettrodomestici.

Per introdurre l’etichettatura energetica degli elettrodomestici e per analizzare il tema dell’efficienza energetica dei prodotti, viene mostrato un frigorifero degli anni ’60 e c’è una curiosa rassegna di lampadine nella loro scala evolutiva, da quelle a incandescenza ai LED.

Non può mancare infine una proiezione verso il domani. Sono diversi, a volte contrastanti e fonte di dibattiti, gli scenari energetici immaginati per il futuro da alcune istituzioni, associazioni ambientali, scrittori, registi. Utile quindi accostarle e farne oggetto di discussione critica a partire dalle immagini che ci raccontano il nostro futuro energetico previsto da panel di esperti per il 2035 o il 2050; affiancate dalle visioni cinematografiche del 2105 o di un “lontanissimo 2003”, prefigurato nel 1907 dalla fantasia di Emilio Salgari che descriveva una New York tecnologica con tutta l’elettricità ricavata dalle cascate del Niagara.

 

(Michele Orioli)

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