TECNOLOGIE/ L’efficienza energetica viaggia in TIR

- int. Mirko Cappeddu

Due gli obiettivi prioritarie delle industrie in tema di gestione delle risorse energetiche: maggiore efficacia nei costi e progressiva riduzione dei consumi. MIRKO CAPPEDDU spiega come fare

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Pannello di controllo per efficienza energetica (Siemens)

Una sempre maggiore efficacia nei costi e una progressiva riduzione dei consumi sono due obiettivi prioritari delle industrie in tema di gestione delle risorse energetiche: l’uso efficiente dell’energia sta diventando indispensabile per le aziende che vogliono restare competitive e attuare una produzione sostenibile. Uno sguardo ai dati dei consumi – riportati dal documento di Strategia Energetica Nazionale (SEN) presentato nel marzo scorso –mostra come i consumi termici rappresentino la quota maggiore (45%) dei consumi energetici del Paese, sia nel settore civile che per le imprese e come il settore industriale assorba poco più di un quarto dei consumi totali (a fronte del 32% dei trasporti e il 23% del residenziale). In particolare le industrie coprono il 17% del termico e il 9% dell’elettrico. «Ma sono dati che conservano un buon margine di miglioramento» dice a Ilsussidiario.net Mirko Cappeddu, della Energy & Environmental Services di Siemens, mentre ci accompagna in visita all’Energy Efficiency Truck, la singolare e incisiva iniziativa di comunicazione messa in campo dalla multinazionale tedesca: un roadshow che ha viaggiato attraverso la Francia, il Belgio, la Germania, l’Austria e la Repubblica Ceca incontrando esperti e tecnici di diversi settori industriali per illustrare e discutere le possibilità tecnologiche disponibili per attuare seri programmi di efficienza energetica e ottenere significativi risparmi nei processi industriali.

Cappeddu commenta le previsioni mondiali degli esperti nel settore che attestano «la necessità di una svolta nel modo in cui l’energia è utilizzata. Il consumo a livello mondiale raddoppierà entro il 2050; a fronte di una concomitante riduzione delle risorse naturali del mondo. L’industria, in particolare, sarà chiamata ad affrontare questo problema, proprio perché utilizza il 30% del fabbisogno energetico mondiale. Coloro che saranno maggiormente influenzati sono gli utilizzatori dei motori elettrici, che impiegano i due terzi dell’energia nell’industria. Il significativo aumento dei prezzi attuali di questa risorsa la rende un fattore importante per i costi operativi. Nella prospettiva di armonizzare gli obblighi ambientali, sono quindi necessarie nuove soluzioni efficienti attraverso un approccio integrato di gestione delle risorse».

Per comprendere l’importanza di tale approccio basti pensare che i processi industriali possono essere migliorati per giungere a un risparmio energetico fino al 20% tramite un’interazione efficace tra i singoli componenti del sistema; questa interazione è ben documentata nell’Energy Efficiency Truck, all’interno del quale è possibile assistere a dimostrazioni “live” che forniscono informazioni mirate e facilmente comprensibili anche su argomenti specialistici. «Il nostro è un approccio olistico, basato su un processo in tre fasi: identificazione dei potenziali risparmi energetici, valutazione dei costi di un completo ciclo di vita e implementazione della tecnologia che permette di realizzare misure per aumentare l’efficienza».

Un requisito indispensabile per il risparmio energetico, in particolare nei sistemi di trasmissione, è quello di rendere trasparente il consumo energetico e di individuare accuratamente e analizzare i consumi nei processi produttivi. In questo caso, il consumo stesso di energia, i profili di carico, le temperature e i flussi sono fattori rilevanti. «I flussi di energia sono resi visibili con l’uso di dati precisi, le utenze critiche sono identificate e sono introdotti miglioramenti nella gestione dei processi. In una seconda fase, vi è una valutazione economica ed ambientale dei dati registrati e del potenziale di risparmio. L’utilizzo sistematico di sistemi di gestione, di ottimizzazione dei processi e, infine, l’uso di apparecchiature più efficienti svolgono un ruolo importante».

Cappeddu rende più eloquente il suo discorso conducendoci in un percorso “integrato” che inizia dai quadri elettrici, dove è possibile ridurre le perdite del 92%; per proseguire con gli attuatori, utilizzati anche come sensori per la misurazione e con capacità di comunicazione integrate nel sistema generale. Interessante anche il sistema di gestione dell’energia per le aree di produzione: relativamente ai carichi, per esempio, fornisce uno spegnimento automatico ed evita eccedenze costose. Diverse soluzioni di sistema possono essere facilmente adattate alle esigenze di infrastrutture, quali edifici e impianti.

«Il recupero di energia è un altro importante obiettivo del quale possiamo dare una dimostrazione concreta: abbiamo degli speciali convertitori che recuperano l’energia sprigionata in frenata e la re-immettono nuovamente nel sistema. Questo permette, ad esempio in applicazioni di sollevamento, di risparmiare fino al 50%».

Le tecnologie sostenibili quindi non mancano e le linee per  un approccio integrato orientato all’efficienza energetica sembrano abbastanza chiare. È quindi più difficile oggi sostenere che la protezione dell’ambiente e il risparmio economico non possano essere uniti nelle attività  industriali. Il problema è allora quello di decisione da parte dei management delle aziende, grandi e piccole, e in certi casi di coraggio per imboccare con costanza questa strada. 

(Michele Orioli)

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