Idroelettrico sostenibile/ Costi economici e ambientali: le tecnologie per eliminare inconvenienti

- Matteo Fantozzi

Si è reso necessario un passaggio all’idroelettrico sostenibile dopo che i grandi impianti hanno palesato dei costi economici, ambientali e sociali impossibili da affrontare.

diga 2018 pixabay
Idroelettrico sostenibile

Si è reso necessario un passaggio all’idroelettrico sostenibile dopo che i grandi impianti hanno palesato dei costi economici, ambientali e sociali impossibili da affrontare. Al momento l’energia idroelettrica rappresenta il 71% di tutta l‘energia da fonti rinnovabili presente nel mondo e per diventare sostenibile deve cambiare in maniera radicale i modelli di produzione. Si deve abbandonare l’idea della costruzione di grandi dighe, a sostenerlo è uno studio che arriva dai ricercatori della Michigan State University, pubblicato sulla rivista specializzata “Proceedings of the National Academy of Sciences“. In questi sono stati analizzati costi ambientali, economici e sociali di queste immense strutture e dunque l’impatto anche sull’economia. In Europa e nel nord dell’America tra gli anni venti e settanta del novecento sono state costruite tantissime grandi dighe, per poi subire un’inversione di tendenza negli anni successi. Oggi le crescenti preoccupazioni sia economiche che ambientali hanno portato a smantellare e dismettere più dighe rispetto a quelle che invece vengono allestite. Tra Francia, Spagna, Svezia, Svizzera, Portogallo e Regno Unito sono circa 3450 le dighe rimosse.

Idroelettrico sostenibile: le tecnologie per eliminare inconvenienti

Si sta lavorando a tecnologie per eliminare inconvenienti e rendere l‘idroelettico sostenibile. Nonostante questo in alcuni paesi in via di sviluppo, al contrario di quanto accade in Europa e nord America, stanno nascendo dei progetti per la costruzione di grandi dighe. Sono in progettazione o costruzione circa 3700 dighe da oltre 1 megawatt di cui alcune saranno in grado anche di generare potenze di gran lunga superiori. Emilio F. Moran però ha osservato come questi progetti non tengano in considerazione i cambiamenti climatici che sono in atto nel nostro mondo. Tra le preoccupazioni c’è quella legata alla deforestazione che può portare a ridurre le precipitazioni e l’umidità del suolo nelle regioni forestali tropicale in grado dunque di produrre una limitazione dell’energia. Sono equilibri sottili che potrebbero ulteriormente cambiare il nostro mondo e che non vanno assolutamente trascurate.



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