Enrico Galiano/ “Il mio errore più grande? Non provarci, volevo gli occhi verdi e…”

- Davide Giancristofaro Alberti

Tante le parole di Enrico Galiano, scrittore e professore, che è stato ospite negli studi de L’ora solare, intervistato da Paola Saluzzi: ecco che cosa ha raccontato

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Enrico Galiano (Tv2000)

Il grande Enrico Galiano, professore ma anche noto scrittore, è stato ospite nella giornata di ieri del programma di Tv2000 condotto da Paola Saluzzi, L’ora solare versione estate. Galiano ha presentato il suo ultimo libro sull’importanza di sbagliare e di commettere errori: “Bisogna farli presto per poter crescere e diventare grande – attacca – non nel senso che sbagliare è bello e divertente, sappiamo che può fare male, ma è necessario se si vuole vivere una vita piena e diventare ciò che si è”. Ma qual è stato l’errore più grande commesso da Enrico Galiano? “Un certo Sigmund Freud diceva che facciamo sempre gli stessi errori, replicando, la coazione a ripetere. Io sono andato a ripescare il mio errore primordiale, un errore molto piccolo ma decisivo, risale all’epoca della scuola elementare, avevo tanti sogni fra cui voler diventare un calciatore. Io volevo fare tanti palleggi, partendo da 10, mi sono messo a palleggiare e alla fine ce l’ho fatta, ma al decimo palleggio ho buttato via la palla e ho smesso di provarci”.

Lo scrittore friulano, che come detto in apertura è anche un professore, ha iniziato una sorta di crociata contro il bianchetto: “Il bianchetto ti fa nascondere l’errore e te lo fa dimenticare, così non impari, devi guardare in faccia l’errore perchè noi siamo gli sbagli che facciamo”. Ma come dovrebbe essere un prof? Fra le sue qualità principali serve anche un po’ di sana autoironia: “Quando sei in classe e il prof inciampa, cosa che prima succedeva spessissimo, il bravo prof è quello che ride insieme alla classe, fa autoironia, il non bravo è invece quello che punisce gli studenti, l’importante è l’autoironia nel mio lavoro”. Un curioso aneddoto su quando era ragazzino: “La cosa della perfezione è un mito un po’ pericoloso per gli adolescenti. io volevo avere gli occhi verdi in seconda media, ero convinto che il mio insuccesso con le donne fosse dovuto agli occhi, ho preso il compasso e ho grattato via il colore dalle foto… c’è questo mito della bellezza, con questo libro ho voluto raccontare quanto può essere fondamentale prendere i tuoi difetti e usarli come punti di forza. Come Ana Flores de La casa di carta, che ha questo nasone ma è il personaggio più carismatico della serie, volevano farle la plastica ma lei si rifiutò e disse che quello sarebbe stato il suo punto di forza e così è stato”.

ENRICO GALIANO: LA PENNA VERDE, LE FARFALLE, I CICLAMINI…

Un altro splendido aneddoto sulla penna verde: “Avevo questa ragazzina che non sapeva mai dove mettere i due punti, li metteva a caso. Esasperato mentre sto leggendo il suo testo li mette al posto giusto e li ho capito che dovevo dirglielo, dovevo festeggiarla, ho fatto un cerchio in verde attorno ai due punti. Ho capito che troppo spesso a scuola e con gli altri usiamo sempre la penna rossa, evidenziamo gli sbagli degli altri. La ragazzina dopo il cerchio verde ha iniziato a fare sempre le cose giuste”. Galiano sottolinea come chi sbaglia deve essere aiutato, in quanto è difficile aiutarsi da soli: “E’ importante trovare nella propria vita chi riconosca il talento, la luce che c’è in te, insegnanti, genitori, educatori. si impara ad alzarsi. Chi ha trovato nel suo percorso qualcuno che l’ha aiutato o che ha visto la luce in mezzo al buio. ecco perchè sono così importanti i maestri, io non sarei qua se non avessi avuto la maestra Maria che in terza elementare mi aveva detto che sapevo scrivere bene, la riempivo di emozioni”.

Sulla sua svolta nella vita: “Mentre stavo portando i ciclamini dentro una serra, non mi sentivo io, stavo buttando qualcosa di importante, così il giorno stesso sono andato a casa e spedire lettere alle scuole. Dopo qualche giorno mi è arrivata una telefonata, ho mollato tutto e sono corso a scuola”. Infine il tema delle farfalle: “C’è una poesia di Mario Quintana che parla di amicizia e spiega che noi andiamo a caccia di farfalle uscendo dal giardino, il segreto è curare il giardino affinchè le farfalle vengono da te. Io per tutta la vita sono andato a caccia di farfalle fino a che un giorno ho capito che dovevo mettermi lì con cura e aspettare”.

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