Enrico Letta al Governo: “Sì a ius culturae”/ “Diamo diritto di voto ai 16enni”

Enrico Letta manda un messaggio al Governo M5s-Pd: Ius culturae e diritto di voto ai 16enni. Su Renzi: “Piccola mina messa sotto l’esecutivo”.

Enrico Letta
Enrico Letta (LaPresse)

Ius culturae e diritto di voto ai 16enni: Enrico Letta lancia un appello al Governo M5s-Pd, secondo l’ex premier «bisogna pensare ai ragazzi». Intervistato da Repubblica, il direttore dell’Istituto di Studi politici a Parigi ha chiesto una svolta sui giovani, citando due interventi facilmente approvabili per la nuova maggioranza giallorossa: «È un modo per dire a quei giovani che abbiamo fotografato nelle piazze, lodando i loro slogan e il loro entusiasmo: vi prendiamo sul serio e riconosciamo che esiste un problema di sottorappresentazione delle vostre idee, dei vostri interessi. Il momento è ora, non si aspetti per ottenere di più». A proposito del diritto di voto ai ragazzi di 16 e 17 anni, Letta ha ricordato di aver avanzato la proposta già due anni fa e, come Matteo Salvini, torna alla carica: con la maggioranza formata da grillini e dem è possibile mandare in porto la riforma.

ENRICO LETTA: “UN ERRORE LO STRAPPO DI MATTEO RENZI”

Enrico Letta ha poi elogiato il taglio dei parlamentari voluto dal M5s, «una cosa positiva», ma ha ricordato la necessità di una nuova legge elettorale: il suo suggerimento verte su un «Mattarellum, i collegi con una quota proporzionale». Un’altra proposta dell’ex presidente del Consiglio è quella di una sfiducia costruttiva: «Un governo casca perché ce n’è un altro pronto, sennò si va al voto. E secondo me le legislature dovrebbero essere più brevi, di tre, quattro anni». Incalzato da Repubblica, il dem ha poi parlato della scissione di Matteo Renzi dal Pd, evidenziando che Italia Viva rappresenta «una piccola mina messa sotto l’esecutivo, ma non penso abbia interesse a farlo cadere». La rottura voluta dal senatore di Rignano è «un errore per il modo e per i tempi», sottolinea Letta, con le prime mosse del nuovo partito che «guardano più a Forza Italia» che all’esecutivo guidato da Giuseppe Conte.



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