Enrico Michetti/ “Mi piace essere tribuno, era colui che rappresentava il popolo”

- Carmine Massimo Balsamo

Enrico Michetti ai microfoni di Tagadà: “Io ho avuto carta bianca, l’unica cosa che mi è stata chiesta è di garantire la buona amministrazione”

enrico michetti
(Tagadà)

«Mi piace essere un tribuno, perché nell’antica Roma era colui che rappresentava il popolo»: così Enrico Michetti ai microfoni di Tagadà. L’avvocato è tornato sulla candidatura a sindaco di Roma, esternando grande gioia: «Non mi sono sentito un ripiego, sono assolutamente lusingato di questo incarico. Anche i gruppi più piccoli hanno appoggiato il mio nome, credo sia un fatto unico nel suo genere, che mi dà soddisfazione e che mi lusinga molto».

Definito il Mr Wolf dei sindaci da Giorgia Meloni, Enrico Michetti ha spiegato: «Io faccio questo mestiere da 30 anni, affianco i sindaci nelle procedure complesse. Ho vissuto lo stress, la preoccupazione e le ansie. Ma anche le responsabilità, perché quando metti le firme… La responsabilità di chi si affida è una responsabilità enorme. Quando un sindaco ti si affida e ti ritiene all’altezza, la responsabilità è la responsabilità: se sbagli qualcosa, cade il sindaco. Non nascondo che molte volte non ho dormito la notte».

ENRICO MICHETTI: “HO AVUTO CARTA BIANCA”

Enrico Michetti ha poi parlato del lavoro che potrebbe attenderlo, ribadendo la completa libertà data dal Centrodestra: «Io ho avuto carta bianca, l’unica cosa che mi è stata chiesta è di garantire la buona amministrazione. La Matone è un profilo che ho condiviso, che si occupa da anni di servizi sociali. Lei ha avuto grande esperienza nei dicasteri. L’esecutivo va condiviso con la politica. Io debbo scegliere sui profili tecnici ma è chiaro che ci sarà una componente politica. Io devo avere un esecutivo di alto profilo, ciò che molto spesso non accade nei comuni. Io voglio degli altri profili. Se so fare bene l’allenatore, metto una persona di qualità nelle condizioni di dare il massimo».



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