ENRICO NASCIMBENI È MORTO/ Addio al giornalista e cantautore antirazzista

- Dario D'Angelo

Enrico Nascimbeni è morto: il giornalista e cantautore lo scorso anno aveva subito l’aggressione da parte di due neofascisti che gli avevano urlato:”Comunista di m….”

enrico nascimbeni 2019 facebook
Enrico Nascimbeni con Roberto Vecchioni (foto Facebook)

Enrico Nascimbeni, giornalista, cantautore e autore di canzoni è morto nella notte all’età di 59 anni, forse a causa di un malore improvviso, come spiega “La Repubblica”. Sulla sua pagina Facebook ha fatto capolino nelle scorse ore un messaggio:”Enrico ora è un aquilone. Ha scelto di sbagliare, le parole sono sue, assieme a quella grande umanità composta di amori, affetti, amicizie, poesie, canzoni. Ora vola libero e a tutti manda il suo abbraccio di libertà”. Enrico Nascimbeni era una delle personalità di Milano ad essersi messa di traverso rispetto alla deriva razzista e xenofoba. Per le sue idee, per il suo attivismo, l’anno scorso aveva subito un’aggressione che lo aveva molto provato. Ne aveva dato conto sul suo profilo Facebook, raccontando come due persone gli avessero urlato “sporco comunista di m…” mentre lo ferivano con un coltello, per fortuna in modo non grave. In cambio aveva ricevuto dai social una grande ondata di affetto e di solidarietà, oltre che la spinta a continuare nella sua testimonianza di vita.

ENRICO NASCIMBENI È MORTO

Lo scorso mese di gennaio, scrive La Repubblica, Enrico Nascimbeni era stato ricoverato in ospedale per dei problemi di natura cardiaca ma era stato successivamente e sembrava essersi ripreso. Nato a Verona il 20 novembre 1959, figlio del giornalista Giulio Nascimbeni, il 59enne è stato anche un grande autore di testi musicali. Indimenticabili i frutti della sua collaborazione con Roberto Vecchioni, per il quale ha scritto tra le altre “Vincent” e “L’ultima notte di un vecchio sporcaccione”. La sua esperienza nel mondo della musica, nel quale ha esordito nel 1979, lo ha visto nelle vesti di autore anche per Paola Turci, Syria, Mango, Francesco Baccini, Mietta e Marco Carta. Da giornalista si è occupato di cronaca nera e di cronaca giudiziaria seguendo, in particolare, l’inchiesta di Mani Pulite; è stato inviato speciale durante la guerra dei Balcani a Sarajevo, quella in Libano e anche nella guerra a Kabul in Afghanistan.



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