Enzo Paolo Turchi e la pensione misera/ “50 anni di lavoro per 720 euro, è giusto?”

Enzo Paolo Turchi a Storie Italiane per parlare della vicenda riguardante la sua pensione: le sue parole

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Enzo Paolo Turchi, Storie Italiane

Enzo Paolo Turchi torna ospite degli studi di Storie Italiane, programma di Rai Uno. Si parla nuovamente della questione riguardante la sua pensione da artista, che lo storico ballerino ritiene troppo bassa. “Lui non è arrabbiato – interviene in collegamento la moglie Carmen Russo – ma è contento, primo perché lo inviti a parlare di questa situazione, e secondo perché si fa carico di un problema di una categoria, quella dei ballerini. Visto che può dare voce a questa situazione, intende lasciare la sua testimonianza. Noi non abbiamo dei disagi economici, visto che lavoriamo ancora”. Quindi interviene Paolo Turchi: “Molti ballerini da tutta Italia mi hanno chiamato ringraziandomi perché finalmente qualcuno parla della loro categoria: si domandano dove saranno fra 20/30 anni. L’altro giorno mi ha chiamato un’ex cantante ed ex conduttrice tv che mi ha detto che prende 280 euro al mese di pensione”.

ENZO PAOLO TURCHI E LA PENSIONE TROPPO BASSA

“E’ un’offesa – prosegue il ballerino – che una persona che ha lavorato 40/50 anni, prenda 500 euro al mese. Io ho iniziato a versare i contributi nel 1966, quando lavoravo al San Carlo di Napoli – racconta la sua storia il marito di Carmen Russo – nel ’69 il primo programma in tv, poi nel ’71 la Carrà e così via. Ho fatto il primo ballerino alla Fenice di Venezia con la Fracci, nel ’78 la prima coreografia ecc ecc. Non riesco a capire come mai prendo 720/730 euro al mese. Ho versato pure tanto, le mie paghe erano molto alte ringraziando Dio, ho guadagnato parecchio non mi posso lamentare”. Quindi Paolo Turchi domanda agli opinionisti in studio: “Vi sembra giusto questa situazione?”. A quel punto riprende la parola Carmen Russo: “Il mondo dello spettacolo non viene visto come in realtà è quello che è: a volte capita di non lavorare e di conseguenza bisogna distribuire bene i guadagni. Per una questione di diritto se lo stato ti preleva dopo dovresti ritrovare la stessa somma”.



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