Enzo Salvi: “Beppe Grillo va affanc*lo”/ “Viene a Roma ‘a magnà e a beve'”

- Emanuele Ambrosio

Enzo Salvi attacca Beppe Grillo che in un sonetto dedicato a Virginia Raggi parla dei romani come “gente de fogna”. Il comico: “si è arricchito come tutti”

enzo salvi 2019 vieni da me
Enzo Salvi a "Vieni da me"

Enzo Salvi attacca Beppe Grillo dopo il sonetto in romanesco, scritto dal poeta Franco Ferrari, dedicato alla sindaca Virgina Raggi. Una poesia in romanesco che non è stata particolarmente gradita visto che all’interno del testo i romani vengono classificati come “gente de fogna” per via del loro comportamento ed atteggiamento nei confronti della prima cittadina appartenente al Movimento Cinque Stelle. Uno scivolone che non è passato inosservato e che, manco a dirlo, ha innescato una grandissima polemica al punto che poco dopo il sonetto, pubblicato sulle pagine social di Ferrari, è stato modificato. Le modifiche sono arrivate troppo tardi, oramai il guaio era stato fatto visto che buona parte dei cittadini romani avevano ascoltato quelle parole. Tra questi anche il comico ed attore romano che ha voluto esprimere tutta la sua amarezza tramite i suoi profili social ufficiali mandando letteralmente a quel paese Beppe Grillo.

Enzo Salvi contro Beppe Grillo: “si è arricchito a Roma”

Enzo Salvi ha deciso di pubblicata una vecchia canzone del 2014 dal titolo “Va va va” che recita nel ritornello “Va va va affan**lo devi anna”. Il comico e attore, senza tanti giri di parole, ha dedicato questo sonoro “Va va va affan**lo” al leader pentastellato incontrando la piena approvazione dei cittadini romani dicendo: “Beppe Grillo vorrei scriverti tante cose… ma sarò breve! Perché io so romano e me ne vanto. Va va va a…”. A poche ore dalla dedica – canzone indirizzata a Beppe Grillo, Salvi ha voluto però sottolineare la sua posizione rilasciando una serie di dichiarazioni a Leggo. Il comico e attore ha detto di essersi sentito offeso dalle parole del fondatore del M5S precisando: “parlo esclusivamente da cittadino romano: non posso che sentirmi offeso. Non credo che quel post volesse elogiare la tradizione architettonica millenaria di Roma”. Non solo Salvi ha precisato quanto il sonetto di Grillo sia stata una caduta di stile senza precedenti e che, nonostante le modifiche apportate, il danno resta. Sul finale poi ha dichiarato: “vengono tutti a Roma ‘a magnà e a beve’, poi denigrano la nostra bellissima città e ci prendono in giro: basta, è stato superato il limite. Senza dimenticare che, con i suoi spettacoli qui a Roma, Beppe Grillo si è arricchito e dovrebbe mostrare un minimo di riconoscenza”.

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