Eritrea, scuole cattoliche chiuse o sequestrate/ I vescovi: “Amareggiati e feriti”

- Davide Giancristofaro Alberti

In Eritrea il governo del dittatore Afewerki sta chiudendo e sequestrando numerose scuole cattoliche provocando lo sdegno dei vescovi locali

Cattedrale di Asmara, Eritrea
Cattedrale di Asmara, Eritrea (LaPresse)

Accesa protesta dei vescovi cattolici dell’Eritrea nei confronti del governo che sta “requisendo” le scuole cattoliche del Paese. In totale sono circa una ventina le strutture che sono state chiuse forzatamente o sequestrate, riferisce Avvenire.it, su preciso ordine del regime di Isaias Afewerki. «Siamo profondamente amareggiati e intimamente feriti – le parole scritte dai vescovi del Paese, indirizzata al ministro dell’istruzione locale – dalle misure che il governo sta prendendo o ha già preso con la forza, sottraendoci le istituzioni educative e sanitarie che legittimamente ci appartengono, e limitando il nostro servizio al Paese. Tali misure noi formalmente denunciamo e fermamente respingiamo».

Le 20 scuole della Chiesa che verranno chiuse a breve, si aggiungono alle 9 fra materne e primarie che sono già state sequestrate o “bandite”, e si iscrivono in un’ondata di “nazionalizzazioni” che punta di fatto ad eliminare i fedeli cattolici dal Paese africano, considerati da molti “l’unica voce libera e autorevole rimasta in Eritrea”, come ricorda Avvenire, e oppressi da un regime considerato fra i più repressivi al mondo.

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A causa di una serie di provvedimenti scellerati, negli ultimi 20 anni si è verificato un vero e proprio esodo dall’Eritrea, con almeno un milione di persone su un totale di cinque, che hanno deciso di lasciare il proprio paese, fra l’altro fra i più poveri in assoluto, non soltanto dell’intero continente nero. Per favorire la chiusura degli istituti il governo ha diffuso false notizie: «Si tratta di un’aperta contraffazione della verità – proseguono i vescovi – congegnata per confondere le idee. Ed è giusto che noi, vescovi cattolici dell’Eritrea, ne denunciamo tempestivamente l’innegabile falsità. Sia detto senza esitazione e senza remore di sorta ancora una volta ad amici e non: le scuole e le cliniche confiscate o chiuse, o in procinto di esserlo, sono di legittima proprietà della Chiesa cattolica, costruite, istituite e organizzate coi propri mezzi nel supremo interesse del servizio al nostro popolo».



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