Esa, svolta storica: selezioni per astronauti disabili/ Ok a candidati senza arti

- Davide Giancristofaro Alberti

Svolta storica nell’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea, che per la prima volta ha aperto le selezioni per gli astronauti alle persone disabili

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LaPresse

L’Agenzia Spaziale Europea, nota anche come Esa, ha aperto le selezioni per nuovi astronauti e per la prima volta da undici anni a questa parte, anche le persone disabili potranno partecipare. Una svolta storica quella dell’agenzia spaziale del Vecchio Continente, che ha presentato il suo progetto per i parastronauti, in contatto diretto con il Comitato Paralimpico internazionale, e per cui sono stati stanziati inizialmente un milione di euro. Proprio attraverso la tabella del Comitato, come riportato dai colleghi dell’agenzia AdnKronoso, l’Esa ha stilato un elenco che permette di individuare “i diversi tipi e gradi di menomazioni, in particolare l’elenco delle menomazioni ammissibili”.

Un progetto ambizioso, ammirevole e soprattutto inclusivo, che è stato lanciato in occasione di una conferenza stampa convocata dall’Esa e cui ha partecipato anche il nostro astronauta Luca Parmitano, oltre al futuro Dg Esa Josef Aschbacher, alla responsabile del Diversity Officer, Ersilia Vaudo-Scarpetta, al Team Leader di I-Hab, Sara Pastor, e infine, alla Human Resources Business Partner Antonella Costa.

L’ESA APRE AI DISABILI: SELEZIONI AL VIA IL 31 MARZO

“Sia io che Samantha Cristoforetti – le parole dello stesso Parmitano – insieme agli altri miei colleghi astronauti, abbiamo sempre contrastato il concetto di astronauti-super eroi, siamo persone normalissime che fanno forse un superlavoro ed ora il programma per i disabili farà aprire ad ancora più persone la possibilità di fare attività spaziali”. Le selezioni per individuare i nuovi astronauti, aperte anche ai disabili, scatteranno fra poco più di un mese, il prossimo 31 marzo, e si chiuderanno il 28 maggio prossimo. L’Esa, nel dettaglio, cerca “individui qualificati psicologicamente, cognitivamente, tecnicamente e professionalmente per farli diventare astronauti” anche se portatori “di una disabilità fisica che normalmente impedirebbe di essere selezionati a causa dei requisiti imposti dall’uso degli attuali hardware spaziali”. Possono prendere parte coloro che hanno deficit agli arti inferiori, ad esempio un’amputazione o danni congeniti, ma anche arti mancanti, accorciati, e persone di bassa statura (130 centimetri).



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