ESAME AVVOCATO 2021: NO CTS A PROVE SCRITTE/ Cartabia, ipotesi orale e decreto legge

- Silvana Palazzo

Esame avvocato 2021: Comitato tecnico scientifico (Cts) dice no a prove scritte per rischio assembramenti. Ora ministro della Giustizia Marta Cartabia lavora a orale “rafforzato”

Marta Cartabia
Marta Cartabia, ministra della Giustizia (LaPresse)

Marta Cartabia è pronta a disinnescare la “bomba” dei giovani praticanti avvocati. Per questo nei giorni scorsi ha richiesto al Cts un parere sulle prove scritte dell’esame avvocato 2021, fissate per metà aprile. Per gli scienziati non sono compatibili con l’emergenza sanitaria, per questo la ministra della Giustizia ha ipotizzato nel frattempo di ripiegare sulla prova orale. Un passo accorto quello della neo Guardasigilli a cui tiene molto, secondo quanto emerso dall’entourage di Cartabia e riportato da Repubblica. Non a caso ha scelto Gian Luigi Gatta come consigliere per le questioni che riguardano le professioni, quindi anche gli avvocati. Gatta, che insegna diritto penale alla Statale di Milano e dirige il Dipartimento di Scienze giuridiche “Cesare Beccaria” è membro del comitato direttivo della Scuola della Magistratura e dirige la rivista “Sistema penale”.

La questione dell’esame avvocato 2021 è calda. La ministra però non vuole rinunciare alle prove, ma farle sostenere in sicurezza. Ora, secondo il quotidiano del gruppo GEDI, potrebbe ricorrere ad un decreto legge ad hoc. In queste ore verrà messa a punto la proposta alternativa, che potrebbe rappresentare un modello per tutti i concorsi ai tempi del Covid. (agg. di Silvana Palazzo)

ESAME AVVOCATO 2021, NO CTS A PROVA SCRITTA

Niente prove scritte per l’esame di Stato avvocato 2021. Il Comitato tecnico scientifico (Cts) si oppone, perché è troppo alto il rischio di assembramenti all’interno e all’esterno delle aule, fa sapere il Corriere della Sera. Dunque, fare svolgere in presenza le prove scritte per l’esame di abilitazione alla professione forense, che è stato fissato per i giorni tra il 13 e 15 aprile, è troppo rischioso, considerando le migliaia di praticanti che si ritroverebbero insieme per sostenerlo. Il parere degli esperti è arrivato sul tavolo della ministra della Giustizia Marta Cartabia, che ora sta valutando la possibilità di far svolgere solo la prova con un esame orale “rafforzato”. La richiesta di un parere era stata inoltrata ieri al Cts, del resto già nei giorni scorsi Cartabia aveva fatto sapere che l’esame di Stato avvocato 2021 è uno dei primi dossier del suo mandato, avendo «a cuore la situazione dei giovani praticanti». Quasi tutte le Corti d’appello, in particolare quelle dove il numero dei candidati è più elevato (come Napoli), avevano chiesto di svolgere le prove scritte in sicurezza. Ma il Cts esclude del tutto le prove scritte.

ESAME AVVOCATO 2021, VERSO ORALE “RAFFORZATO”

Dopo il parere del Comitato tecnico scientifico (Cts), il ministro della Giustizia Marta Cartabia è al lavoro per organizzare la prova orale “rafforzata” per l’esame di Stato avvocato 2021. Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, un gruppo di studio, che ha avuto già diverse interlocuzioni col Consiglio nazionale forense, sta lavorando per valutare l’ipotesi di una prova orale sostitutiva. L’ipotesi è di prevedere una sola prova orale, visto che quelle scritte hanno una durata di solito di 10 ore, ma più complessa, in grado cioè di verificare le competenze che di solito si vagliano con le prove scritte. Se questa ipotesi dovesse prender quota, si tratterebbe ovviamente di una modifica limitata all’attuale contingenza, non di una riforma. All’esame per l’abilitazione alla professione forense, in programma dal 13 al 15 aprile, è prevista la partecipazione di circa 26mila candidati.

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