IL PADRE DI OBAMA/ Un libro, “The Obamas” propone la tesi che il padre del presidente degli Stati Uniti sia stato ucciso

- La Redazione

Il padre del presidente degli Stati Uniti fu assassinato? Un libro ne propone la tesi

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Un libro in uscita nella primavera 2011 indaga le radici africane di Obama e rilanci i sospetti della famiglia del primo presidente di colore nella storia degli USA: il padre di Barack Obama fu assassinato? Ufficialmente è morto in un incidente d’auto, ma i famigliari hanno dei dubbi sulla dinamica.

E’ già stato pubblicato in Inghilterra, ma sarà nelle librerie americane solo nella primavera del prossimo anno. Si intitola “The Obamas”, ne è autore Peter Firstbrook ed è la storia del ramo africano della famiglia del presidente degli Stati Uniti. L’autore, un ex dirigente della Bbc, ha intervistato membri della famiglia, amici e altri personaggi residenti in Kenya, paese di cui era originario Obama Senior. Nelle sue ricerche africane, Firstbrook tra gli altri episodi e anedotti della vita del padre del futuro presidente degli Stati Uniti, si è imbattuto su alcune dicerie alquanto sconcertanti, riguardanti la morte dell’uomo. Le cause ufficiali della morte di Obama Sr. sono incidente d’auto dovuto a motivi di ubriachezza. Era il 24 novembre 1982 e il giovane Obama aveva 21 anni.

L’INCIDENTE MORTALE – Obama Sr. muore il 24 novembre 1982. La causa ufficiale è incidente automobilistico per guida in stato in stato di ubriachezza. La vettura da lui guidata si schianta contro un albero. Le nuove testimonianze raccolte dall’autore del libro però suggeriscono una verità diversa: Obama Sr. sarebbe stato ucciso.

L’autore ha raccolto le tesi di molti parenti dell’uomo, inclusa la madre, e tutti concordano nel dire che si sia trattato di omicidio orchestrato dal governo del presidente Kenyatta. Altri, che conoscevano bene l’uomo, non ne sono sicuri. Obama Sr. era un alcolista all’ultimo stadio in quel periodo della sua vita, e il sospetto è che la famiglia Obama, con un membro presidente degli Stati Uniti, voglia riscrivere la storia per non sfigurare agli occhi del mondo.

 

 

Firstbrook ha intervistato diversi membri della famiglia Obama ancora residenti in Kenya. Tra questi, il cugino del presidente, Charles Oluoch, che ha espresso così la sua opinione: “A quel tempo vivevo a Nairobi. Il figlio maggiore (Obama Sr. si era risposato in Kenya per la terza volta) Malik mi avvertì che il padre era scomparso. Ci recammo alla stazione di polizia e vedemmo la macchina di Obama. Andammo all’obitorio e vedemmo il cadavere. Non sembrava aver riportato alcuna contusione o danno particolare sebbene ci avessero detto che fosse morto perché la sua macchina si era schiantata contro un albero”.

Firstbrook è stato in grado di parlare anche con la nonna di Obama Jr., Sarah Obama. La quale ha ribadito la tesi dei sospetti sulla morte: “Lo abbiamo trovato seduto davanti al volante. La macchina non si era ribaltata. Quindi abbiamo solo potuto credere a quello che ci hanno detto, e cioè che aveva colpito l’albero ed era morto. Ma non credevamo che fosse morto davvero per questo. Il suo corpo era intatto, non sembrava ferito. Non c’era molto sangue, in giro. La stessa macchina non era gravemente danneggiata. Eppure era morto. Perché avremmo dovuto credere alla tesi dell’incidente? Persino il poliziotto che fece i rilievi ci disse che non poteva parlare, che il governo gli leggeva le labbra. Pensiamo che siano successe cose poco chiare: nel modo in cui è morto e nel modo in cui la storia è stata liquidata con la scusa dell’incidente. Ma abbiamo potuto farci poco, proprio a causa della reticenza del governo”.

 

 

Anche la sorella di Obama Sr., Hawa Auma Obama, ha detto al giornalista: “Obama non è morto per un incidente. E’ stato fatto fuori dal governo di Kenyatta”. Eppure, quando Obama Jr. scrisse il suo libro di memorie, “Dreams from My Father: A Story of Race and Inheritance” non fa cenno a questi sospetti. Obama Jr. si era recato in Kenya abbastanza da entrare in buoni rapporti con la nonna, e secondo il presidente degli Stati Uniti, lei non gli parlò mai dei sospetti sulla morte del padre.

Barack Hussein Obama – Nato nel 1936, Barack Hussein Obama era un economista, figlio della seconda moglie del padre, che ne ebbe tre. A 23 anni di età, Obama Sr. si trasferì alle Hawaii per iscriversi all’Università di Manoa in seguito a un corso di studi organizzato dal suo paese. Sebbene già sposato nel suo paese, il 2 febbraio 1961 si sposò con la compagna di studi Ann Dunham tenendole segreto il matrimonio. Islamico di nascita, Obama era ormai ateo dichiarato. Barack Obama Jr. futuro presidente degli Stati Uniti, nasce il 4 agosto 1961.

Tre anni dopo, nel 1964, la coppia divorzia. Obama Jr. avrebbe rivisto il padre solo nel 1971, a 10 anni di età. Sarebbe stata anche l’ultima volta che lo avrebbe visto vivo. Diventato un economista di spicco in Kenya, entra in conflitto con il presidente Kenyatta cosa che di fatto gli distrugge la carriera. Nel 1969 perde il lavoro, licenziato: diventa alcolista, ha diversi incidenti d’auto e cade in povertà. La sua carriera si spezza quando viene ucciso il politico Tom Nboya, nel 1969: Obama Sr. accusa apertamente il governo del presidente Kenyatta di averlo ucciso.

 

 

 

In uno di questi incidenti d’auto perde l’uso delle gambe e in un altro ancora, quello mortale, la vita. Ha solo 46 anni quando muore. Sicuramente Obama Sr. si era fatto diversi nemici nel clima poco pulito della politica kenyana. Quando beveva (era stato soprannominato Mr. Doouble Double per la sua abitudine di ordinare whiskey doppi) criticava apertamente la corruzione del sistema politico kenyano. Le sue idee di ispirazione socialista non lo aiutarono in questo.

La tesi dell’omicidio, per un uomo ormai caduto in disgrazia da molti anni, sembra eccessiva, a meno che l’uomo non fosse stato a conoscenza di segreti scomodi. Caroline Elkins, dell’università di Harvard, si dice scettica rispetto alla tesi dell’omicidio del padre di Obama. “Capisco e apprezzo il desiderio di alcuni di loro di rivendicare la reputazione e la dignità di quest’uomo, ma le teorie alternative mi trovano molto scettica. Comprensibilmente, alcuni di loro hanno interesse a dipingere il padre di Obama come un eroe, come una figura di profilo più alto rispetto a quello che fu”.

Nel suo libro di memorie, “Dreams from My Father: A Story of Race and Inheritance”, il presidente degli Stati Uniti ha rivolto parecchi pensieri al padre che praticamente non conobbe mai. In una di queste riflessioni, Obama Jr. dice: “Al tempo della sua morte, mio padre era per me un mito, più che un uomo in carne e ossa”. In un altro passaggio, dice. “Mio padre aveva lasciato il paradiso (le Hawaii, ndr) e nulla di quanto mia madre o i nonni mi dicevano poteva ovviare quell’unico, innegabile fatto”.

Dopo la morte del padre, il giovane Obama si reca in Kenya. Del suo primo viaggio in Africa, dice: “Mi sedevo a lungo tra la tomba di mio padre e di mio nonno e piangevo. Vedevo che la mia vita in America, la vita da uomo di colore, la vita da uomo bianco, il senso di abbandono che avevo provato da piccolo, la frustrazione e la speranza che avevo visto a Chicago, tutto ciò si connetteva con questo piccole pezzo di terra lontano un oceano da casa mia”.

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