DIARIO HAITI/ Fiammetta: così cerchiamo di combattere il colera e il nostro limite

- Fiammetta Cappellini

Colera e diffidenza tra la popolazione sfiduciata sono i mali che affliggono Haiti in queste ultime settimana. FIAMMETTA CAPPELLINI scrive una nuova pagina del suo diario

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Carissimi amici,

Vi scrivo queste righe dopo aver saputo che I giornali in Italia riprendono a parlare di Haiti. Come spesso succede, le cattive notizie viaggiano sempre più veloci e fanno più clamore di quelle buone. Prima di tutto vorrei rassicurare quanti hanno scritto e telefonato che noi di AVSI stiamo bene e continuiamo il nostro lavoro. Come sapete, il colera è alla fine arrivato in citta e il contagio si estende. Purtroppo è difficile avere dei dati certi e che rappresentino davvero la situazione, ma certamente ci sono oltre mille vittime, che sono un numero enorme, e migliaia di contagiati in trattamento ospedaliero.

Gli ospedali della capitale sono alla capienza massima e le organizzazioni umanitarie come noi ricevono pressanti inviti ad attivarsi per cercare di prendere in carico almeno i casi meno gravi. Cosi abbiamo organizzato due tende in due avanposti di Cite Soleil, il quartiere più colpito, per identificare le eprsone contagiate, prestare la prima idratazione e vedere se si riesce a stabilizzare il paziente, prima di decidere se trasferirlo in un centro meglio atrezzato. Le persone vengono numerose, ed è di grande sollievo per loro avere un posto dove essere ascoltati e magari rassicurati, senza dover aver paura delle reazioni della gente, dell’isteria del contagio che si diffonde.

Molti non hanno la fortuna di sapere dove andare e aspettano di essere veramente molto gravi per andare in ospedale, dove arrivano a volte troppo tardi. Per questo stiamo lavorando epr migliorare la sensibilizzazione comunitaria e raggiungere tutti ma davvero tutti. Unicef ha approvato la nostra proposta di distribuzione di pastiglie per potabilizzare l’acqua a tutte le famiglie beneficiarie, cosi mentre facciamo al sensibilizzazione possiamo anche direttament eintervenire per migliorare la situazione di vita della gente. Vediamo che questa prossimita alla gente da dei risultati, che il contagio leggermente rallenta la dove riusciamo ad arrivare in modo energico a sensiblizzare e prendere in carico la gente.

Vorremmo fare di più, ma non sempre ne abbiamo le energie e le risorse e le nostre equipes a volte sono davvero stanche. Abbiamo anche ricevuto un appello da alcuni ospedali a prendere in carico i neonati delle mamme che entrano in trattamento di isolamento, affinche non deperiscano in assenza dell’allattamento. Avendo gia lavorato sui neonati orfani di madre in risposta al terremoto, siamo pronti e il nostro staff è formato.

 

Sotto la guida di Cristina e Clotilde, la nostra equipe medica sta avendo grandi risultati. Il più importante dei quali è che la gente non ha paura a rivolgersi a noi, che ci accoglie e ascolta le nostre spiegazioni. In questa come in molte altre situazioni, impariamo che l’ignoranza e la non conoscenza fanno molti più danni che le malattie e le catastrofi, abbiamo avuto delle difficolta a far accettare le tende di primo soccorso per i contagiati all’interno delle comunita, ma la pazienza e la tenacia dei nostri collaboratori nello spiegare cosa stavamo facendo e il perche hanno avuto la meglio.

 

Non dappertutto è cosi e purtroppo le tensioni, a volte anche strumentalizzate, stanno causando incidenti gravi nel Paese. Le energie e la pazienza sono purtroppo messi a dura prova da troppi mesi, ci vorrebbero nuove risorse e nuovi appoggi per accompagnare questa gente in modo opportuno in queste nuove difficolta, invece siamo tutti stanchi e provati da questa lunga difficile annata. Cerchiamo comunque di non perderci d’animo, nella certezza che la nostra serenita e lucidita possano fare la differenza.

 

Un saluto a tutti e a risentirci presto

 

Fiammetta

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