VELMA HART/ Licenziata la donna che ha sfidata Barack Obama

- La Redazione

Aveva sfidato il presidente degli Stati Uniti durante un comizio, adesso è stata licenziata

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Velma Hart, mentre si rivolge a Barack Obama

Durante un dibattito televisivo, lo scorso settembre, aveva detto al presidente degli Stati Uniti Barack Obama che era stufo di difenderlo. Era stanca di aspettare che le sue promesse di rinascita economica diventassero realtà. Velma Hart, la coraggiosa donna protagonista dell’episodio, adesso è stata licenziata. Il posto in cui lavorava ha dovuto fare dei tagli per affrontare la crisi economica…

Velma Hart, una donna di colore di mezza età, residente a Upper Marlboro negli Stati Uniti, sposata con due figli in età scolare, è stata licenziata. Non è certo il primo e unico caso, tutt’altro, in un’era di crisi economica che attanaglia tutto il mondo occidentale ormai da anni. Responsabile dell’ufficio amministrativo di Am Vets, una organizzazione che si occupa dei veterani di guerra nel Vietnam, con sede nello stato del Maryland, Velma Hart è stata licenziata lunedì.

Il suo nome rientrava nel programma di tagli del posto in cui lavorava, tagli dovuti alla crisi economica. E’ stata lei stessa a renderlo noto durante una intervista con la rete televisiva CNBC. “Cerco di concentrarmi sull’aspetto positivo” ha detto.

“Che cioè ci sia una opportunità positiva con su scritto il nome Vera Hart là dietro l’angolo”. Il responsabile dell’organizzazione presso cui la donna era impiegata ha detto che sono stati obbligati a fare dei licenziamenti per poter sopravvivere. “Non è stata licenziata per aver fatto qualcosa di male” ha precisato l’uomo.

Ma come mai una persona licenziata come ce ne sono purtroppo a migliaia tutti i giorni, può permettersi di andare alla televisione a raccontare il suo caso? Chi è Velma Hart?

In Italia il suo nome è giunto solo di rimbalzo e notato pochissimo. In America invece, almeno per qualche giorno, Velma Hart è stata una autentica star. “Sono una delle sue cittadine di classe media. E, onestamente, sono esausta”. E’ il 20 settembre, e al palazzo comunale di Washington DC c’è un comizio in vista delle prossime elezioni parlamentari americane.

E’ presente Barack Obama in persona. A parlare così è una corpulenta donna afro americana, Velma Hart. Che prosegue così: “Sono stanca di difenderla, di difendere la sua amministrazione, difendere il cambiamento per cui ho votato. Mio marito ed io abbiamo scherzato per anni sul fatto che ritenevamo di essere ormai fuori dalla prospettiva di mangiare salsicce e fagioli per il resto della nostra vita ma, onestamente, sembra che invece sia proprio questo che sarà il nostro futuro”.

 

Barack Obama le replica così: “Capisco la sua frustrazione. Il mio intento non è convincerla che ogni cosa vada come dovrebbe. No. Non è questo il mio scopo”. Poco dopo, alle lezioni della camera dei deputati e del senato, il Partito democratico di Obama avrebbe preso una sonora sconfitta, dimostrando che Velma Hart non era l’unica americana a non avere più fiducia in lui.

Diceva un altro grande americano. Andy Warhol, che ognuno ha diritto ai suoi quindici minuti di celebrità. Velma Hart li ha avuti, e non per i futili motivi con cui oggigiorno si accede alla celebrità televisiva, scandali e scaldaletti vari. Velma Hart ha sfidato e messo in crisi il presidente della nazione più potente del mondo, gli Stati Uniti.

Non solo ha avuto il coraggio di dirgli in faccia e davanti alle telecamere che la sua politica del promesso cambiamento in realtà non stava portando alcun cambiamento, ma lei, donna di colore, ha sfidato il primo presidente di colore della storia d’America. Abbastanza per mandare in crisi il più scafato politico di lunga carriera. E così è stato. Obama avrebbe potuto rivolgere la sfida a suo favore, ma non ci è riuscito, anzi non ci ha provato nemmeno.

 

Troppo forti evidentemente le parole di Velma. Ha dato una buona risposta ma in sostanza ha ripetuto ancora una volta la formula elettorale del suo programma. Il risultato? E’ stato unicamente il momento di Velma, un momento che le ha permesso di superare abbondantemente i quindici minuti di notorietà.

Il suo nome resterà a lungo. La sua foto è apparsa sulla prima pagina del New York Post, le sue parole sono state trasmesse a ripetizione dai maggiori canali televisivi americani, in programmi come "CBS Evening News" e"NBC Nightly News." Obama di fatto non ha mai risposto alla sua domanda: “E’ questa la vita verso cui siamo destinati?”. Invece ha detto: “La vita che lei ha descritto, una vita fatta di responsabilità, di sostengo alla propria famiglia, di contributo alla propria comunità, ecco quello che desideriamo come ricompensa.

Ci stiamo muovendo nella giusta direzione”. Ma Vera Hart, più realisticamente, aveva chiesto al presidente degli Stati Uniti se lei e la sua famiglia erano destinati a tornare a mangiare salsicce e fagioli per il resto della vita… E alla luce del suo licenziamento, Velma ha motivo di credere che possa diventare davvero così.

 



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