ASIA BIBI/ Niente grazia immediate per la donna pachistana. Deciderà l’Alta Corte di Giustizia

- La Redazione

Asia Bibi non ha ancora ricevuto la grazia, resta in prigione

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Nonostante quanto annunciato, la grazia per Asia Bibi, la cristiana pachistana accusata di blasfemia e che rischia la condanna a morte, non è stata ancora concessa. L’appello alla grazia, inoltrata dal ministro per le minoranze, deve infatti passare dall’Alta Corte pachistana di giustizia.

Se questa dovesse metterci troppo tempo a decidere, allora il presidente, Zardari, potrà prendere lui da solo una decisione. Questa è la situazione in cui si trova Asia Bibi, accusata di blasfemia, cioè di aver insultato il profeta Maometto, che in Pakistan è passibile di condanna a morte. Ovviamente la donna non ha mai insultato nessuno, ma è bastata una piccola discussione sui meriti di Gesù e di Maometto con delle sue colleghe musulmane per farla finire in carcere.

La donna ha anche detto di essere stata stuprata dai suoi accusatori. In molti anche in Pakistan si sono mossi per la liberazione della donna, chiedendo che la legge sulla blasfemia venga abrogata. Tra l’altro, i fondamentalisti islamici hanno già dichiarato che se Asia dovesse venir liberata, ci penserebbero loro ad ucciderla. Personaggi come Chaudhry Shujaat Hussain, ex primo ministro pachistano, hanno dichiarato che Asia deve morire.

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