ASIA BIBI/ I sunniti: Pakistan nell’anarchia se il governo la libera

- La Redazione

Asia Bibi, i sunniti minacciano di creare l’anarchia in Pakistan se la madre cristiana sarà liberata. Lo scrive l’agenzia Adnkronos, secondo cui la più influente alleanza sunnita pakistana, l’Ittehad Council, ha chiesto al governo di Islamabad di non perdonare la 45enne, sposata e con cinque figli, accusata da alcune musulmane di aver offeso Maometto

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ASIA BIBI – Asia Bibi, i sunniti minacciano di creare l’anarchia in Pakistan se la madre cristiana sarà liberata. Lo scrive l’agenzia Adnkronos, secondo cui la più influente alleanza sunnita pakistana, l’Ittehad Council, ha chiesto al governo di Islamabad di non perdonare la 45enne, sposata e con cinque figli, accusata da alcune musulmane di aver offeso Maometto. E proprio oggi i sunniti scenderanno in piazza per protestare contro l’eventuale grazia che il presidente Hamid Karzai potrebbe concedere a Asia Bibi, come anticipato dal ministro delle Minoranze Shahbaz Bhatti. Una sua indagine, infatti, ha dimostrato che Asia Bibi «è innocente» e che le accuse contro di lei non sono altro che il frutto di «una disputa personale». Ieri Bhatti aveva spiegato che Zardari «non aspetterà mesi o settimane per disporre il rilascio» di Asia Bibi, pur non indicando una data precisa.

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ASIA BIBI – L’avvocato di Asia Bibi, condannata alla pena di morte e al pagamento di una multa di circa 3.500 dollari per blasfemia, ha presentato ricorso all’Alta Corte di Lahore contro la sentenza. Per salvare la donna si è mobilitata l’intera comunità internazionale e anche Papa Benedetto XVI ha chiesto che sia liberata. Asia Bibi è stata condannata alla pena di morte da un giudice del distretto pakistano di Nankana, nella provincia centrale del Punjab.

 

L’episodio che ha portato alla condanna risale al giugno del 2009, quando Asia Bibi è stata denunciata con l’accusa di aver offeso Maometto durante una discussione con alcune musulmane. Sinora in Pakistan non è stata eseguita alcuna condanna alla pena di morte di imputati accusati di blasfemia. Asia Bibi è stata la prima donna pakistana a essere condannata a morte in base alla legge sulla blasfemia in vigore nel Paese, dove i cristiani, 2 milioni e 800mila persone, sono l’1,6% della popolazione.

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