WIKILEAKS ITALIA/ Nei file i commenti Usa sulle «feste selvagge» di Berlusconi

- La Redazione

Wikileaks, Italia al centro dei documenti riservati Silvio Berlusconi notato nei messaggi segreti della diplomazia americana per le sue «feste selvagge». Non va molto meglio del suo collega italiano a Putin e a Gheddafi: il premier russo è definito «un lupo capobranco», mentre sul dittatore libico l’annotazione prioritaria è che «ha una bionda da schianto come infermiera»

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WIKILEAKS ITALIA – Wikileaks, Italia al centro dei documenti riservati Silvio Berlusconi notato nei messaggi segreti della diplomazia americana per le sue «feste selvagge». Non va molto meglio del suo collega italiano a Putin e a Gheddafi: il premier russo è definito «un lupo capobranco», mentre sul dittatore libico l’annotazione prioritaria è che «ha una bionda da schianto come infermiera». Sono i giudizi del Dipartimento di Stato americano svelati da Wikileaks e pubblicati in copertina dal settimanale tedesco Der Spiegel. Lo Spiegel è già in edicola a Basilea, in Svizzera. Sulla prima pagina dedicata a Wikileaks, i volti dei leader di Italia, Germania, Afghanistan, Iran, Libia e altri Paesi.

Sotto ogni volto, una breve frase. Il premier italiano Berlusconi è segnalato nei file diffusi da Wikileaks per i suoi «wilde Partys», quindi i party-orgia selvaggi. Secondo le indiscrezioni, Washington è infastidita per l’amicizia preferenziale del presidente del consiglio italiano con Putin e con Gheddafi. Putin è appunto descritto come un «lupo capobranco, un animale alfa», in contrasto al suo compagno di squadra e rivale, il presidente Medvedev, giudicato «pallido ed esitante» nei file pubblicati da Wikileaks. Tra i due insomma (al contrario di Obama che tratta più con Medvdev) premier italiano avrebbe scelto, secondo la diplomazia Usa, il lupo capobranco.

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WIKILEAKS ITALIA – Di Gheddafi, da sempre problematico avversario per gli Usa, viene notato nei documenti di Wikileaks che ha una bellissima infermiera, «una bionda da schianto». Vengono poi giudizi su altri leader mondiali, alleati degli Usa come l’Italia o nemici come i regimi asiatici. Tra questi ultimi, secondo le indiscrezioni di Wikileaks il presidente-dittatore iraniano Ahmadinejad è semplicemente «Hitler». Il tiranno nordcoreano Kim Jong-Il è «un epilettico vittima di continui attacchi». Ma non va molto meglio agli alleati, finiti al centro del dossier di Wikileaks. Angela Merkel è, scrive Spiegel, una «cancelliera al teflon, evita o schiva ogni rischio in politica, e ben raramente è creativa». Il suo vice Westerwelle, rivela sempre Wikileaks, è «un aggressivo». Il presidente francese Nicolas Sarkozy è «un imperatore senza il vestito (vuol dire dignità e potere reale, ndr) di un imperatore».

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