WIKILEAKS ASSANGE/ Mandato di cattura internazionale per Julian Assange

- La Redazione

Mandato di cattura spiccato dall’Interpol ai danni del fondatore di Wikileaks

assange_fondo_scuroR400

Julian Assange è ricercato dall’Interpol, la polizia internazionale. La Svezia in primis lo ricerca per una accusa di stupro e l’Interpol comunicato di aver emesso un «avviso rosso» (red notice, mandato di cattura internazionale) per Assange proprio dietro richiesta della Svezia.

Il fondatore del controverso sito Wikileaks si difende dicendo che sono accuse false montate dagli Stati Uniti. Ieri intanto il sito di Assange è stato oggetto di attacco di hacker, un attacco considerato “il più potente mai emesso contro un sito web”. Assange dal canto suo ha promesso una nuova serie di pubblicazioni di fil riservati, questa volta in particolare su una grande banca americana e ha anche attaccato il segretario di stato Hillary Clinton accusata di aver fatto spionaggio a danno di funzionari stranieri dell’Onu: «Se sarà dimostrata la sua orchestrazione si dovrebbe dimettere».

Gli «avvisi rossi» sono destinati a 188 paesi che aderiscono all’Interpol, tra cui la Gran Bretagna, dove si pensa viva il 39enne australiano. Il 18 novembre, la giustizia svedese aveva emesso un mandato di cattura per Assange, che voleva interrogare, «sulla base di ragionevoli sospetti di stupro, aggressione sessuale e coercizione». I fatti contestati risalirebbero allo scorso agosto. Assange aveva fatto ricorso, ma il mandato era stato confermato da una corte d’appello.

L’indagine nasce da due incontri avuti da Assange con altrettante donne durante la sua visita in agosto in Svezia, dove l’ex avvocato aveva intenzione di far richiesta di residenza, con l’obiettivo di avere la tutela delle leggi svedesi sulla libertà di stampa per il suo sito Wikileaks. Secondo informazioni emerse in Svezia, le donne avrebbero raccontato che gli incontri sessuali, iniziati come consensuali, si erano trasformati in violenza.

La madre di Assange, Christine, intanto ha rilasciato una dichiarazione in cui chiede che il figlio non venga messo in carcere: «È mio figlio e gli voglio benee naturalmente non voglio che gli si dia la caccia e finisca in carcere. Reagisco come farebbe qualunque mamma. Sono preoccupata».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori