WIKILEAKS/ Julian Assange uomo dell’anno? Potrebbe finire sulla copertina di Time

- La Redazione

Il leader di Wikileaks candidato alla copertina di Time come uomo dell’anno

assange_fondo_scuroR400

Julian Assange uomo dell’anno? Il controverso fondatore del sito Wikileaks è attualmente in testa nella classifica delle preferenze del sondaggio della rivista Time, che ogni anno dedica la copertina al personaggio più significativo. E per il 2010 potrebbe proprio essere l’australiano che fa tremare il mondo a vincere…

– I sondaggi del referendum che ogni anno sceglie la personalità più rilevante, vedono buon candidato alla vittoria finale Julian Assange. Potrebbe dunque finire sulla copertina dell’autorevole rivista americana Time che da diversi decenni dedica il numero di fine anno alla personalità che – nel bene o nel male – ha più fatto parlare di sé. Al momento Julian Assange guida le votazioni con raccolto 24.719 preferenze.

Al secondo posto un personaggio del tutto diverso, la cantante pop Lady Gaga con 22.892 voti. Glenn Beck, commentatore della destra americana vicino al cosiddetto Tea Party, è terzo con 20.300 preferenze. Bisogna però tenere conto che la classifica finale viene poi stilata dai caporedattori della rivista, che non sono tenuti a rispettare il risultato delle votazioni. Ma visti gli ultimi sviluppi del caso Wikileaks, Julian Assange dovrebbe facilmente finire sulla copertina di Time.

CHI E’ JULIAN ASSAGE – Nato a Townsville, Australia, ne 1971, Julian Assage è giornalista e programmatore di computer. A 18 anni è già sposato e padre; alla fine degli anni 80 diventa membro degli "International Subversives" (Sovversivi Internazionali), con lo pseudonimo di "Mendax" (tratto, pare, da una frase di Orazio: "splendido mendace"). Nei primi anni 90 la polizia australiana lo indaga dopo che Assange si è introdotto nel sistema informatico del dipartimento americano della difesa.

Nel 1992 gli vengono imputati 24 capi di accusa di hacking, viene condannato ma in seguito rilasciato per buona condotta dopo aver pagato una multa di 2100 dollari australiani. Nei primi anni del Duemila prova a laurearsi in fisica e matematica presso l’università di Melbourne, ma senza successo. Del 2007 è la nascita del sito Wikileaks di cui è il direttore responsabile. Il sito sale ben presto agli onori della cronaca mondiale per la spregiudicata attività di pubblicare documenti riservati e segreti della diplomazia e dei ministeri di tutto il mondo, in particolare quello americano e in particolare sulla guerra in Iraq e Afghanistan.

Il 18 novembre 2010 il tribunale di Stoccolma gli invia un mandato di arresto in contumacia (nessuno sa dove risieda realmente, sembra in Inghilterra) con l’accusa di stupro, molestie e coercizione illegale da parte di due donne svedesi. Il 20 novembre il mandato di arresto diventa internazionale. In aggiunta è stato diramato un mandato di arresto nell’Unione Europea tramite il Sistema di Informazione Schengen.

"Abbiamo voluto assicurarci che fosse visibile da tutte le forze di polizia del mondo", ha affermato un portavoce della polizia nazionale svedese. Il 28 novembre, WikiLeaks rilascia oltre 251.000 documenti diplomatici statunitensi, molti dei quali etichettati come "confidenziali" o "segreti". Nessuno sa dove viva attualmente Assange.

Si pensa in Inghilterra dove per rendersi irreperibile evita gli alberghi, non usa la carta di credito e raramente fa uso del cellulare. Si è tinto i capelli di color castano (li aveva bianchi) per essere meno riconoscibile.

Julian Assange ha avuto problemi con al giustizia per gran parte della sua vita. Nel 1991 la polizia di Melbourne lo indaga e fa una irruzione nella sua abitazione dopo che viene sospettato di essere entrato nei computer di una università australiana e grazie ad essi ad aver violato il sistema informatico del dipartimento americano della difesa. L’anno seguente gli vengono addossati 24 capi d’accusa per hacking.

Subisce una condanna ma viene rilasciato dopo poco per buona condotta: paga una multa di 2100 dollari australiani e torna a casa. Ma i guai veri per Assage sono cominciati con il sito Wikileaks. Il sito, che pubblica materiale che chiunque può inviare garantendo l’assoluta anonimità, ha pubblicato migliaia di documenti riservati che riguardano le operazioni militari in Afghanistan, ricevuti da un soldato americano, Bradley Manning.

 

I documenti ricevuti sono stati passati al New York Times, al Der Spiegel e al Guardian. L’Fbi ha organizzato un gruppo di specialisti che ha provato ad attaccare e a chiudere il sito ma senza successo. Wikileaks poi non è sul territorio degli Stati Uniti. E’ fuori giurisdizione. Il Pirat Partiet, partito dei pirati svedesi che ha un seggio al Parlamento UE ha offerto ospitalità a WikiLeaks.

I computer sui quali risiedono i dati del sito sono stati spostati in un bunker antiatomico risalente al periodo della guerra fredda. Anche il presdiente dell’Ecuador aveva offerto ospitalità ad Assange al suo sito, salvo cambiare idea dopo la recentissima pubblicazione di centinaia di documenti della diplomazia mondiale. Il sistema di finanziamento del sito è molto controverso: si sosterebbe grazie alle donazioni, inizialmente non sufficienti a coprire le spese vive di circa 200mila dollari all’anno.

Poi le donazioni hanno superato improvvisamente il milione di dollari, donazioni che vengono tenute rigorosamente anonime e c’è chi dice che dietro i finanziatori del sito ci sia addirittura a Cina. Il 18 novembre, la giustizia svedese aveva emesso un mandato di cattura per Assange, che voleva interrogare, «sulla base di ragionevoli sospetti di stupro, aggressione sessuale e coercizione». Il mandato di arresto è stato rilasciato in contumacia con l’accusa, da parte di due donne, per stupro, molestie e coercizione illegale. I fatti sarebbero avvenuti in territorio svedese durante una vista di Assage.

C’è chi ha avanzato dubbi sull’autenticità di queste accuse, scaturite proprio mentre Wikileaks pubblicava centinaia di documenti inerenti la diplomazia mondiale. Il 20 novembre l’Interpol ha diramato un andato di arresto internazionale valido per i 188 paesi al mondo che fanno parte della struttura. L’Interpol ha dichiarato di averlo fatto dietro richiesta delle autorità svedesi. In aggiunta è stato diramato un mandato di arresto nell’Unione Europea tramite il Sistema di Informazione Schengen.

"Abbiamo voluto assicurarci che fosse visibile da tutte le forze di polizia del mondo", ha affermato un portavoce della polizia nazionale svedese. Prima di questo mandato, Assange aveva già grossi problemi. In diverse nazioni non è più ben accetto. Sotto la legge britannica il suo passaporto australiano gli permette di rimanere nel paese per altri sei mesi. Anche l’Islanda — molto protettiva nei confronti dei giornalisti — non dà più sicurezze. Anche la patria di Assange, l’Australia, ha dato segnali ostili facendo capire di essere pronta a collaborare con gli Stati Uniti, che dopo la pubblicazione dei documenti sull’Afghanistan stanno cercando di bloccare il lavoro di Wikileaks valutandolo sotto la legge sullo spionaggio del 1917 con l’accusa di aver messo in pericolo militari e civili pubblicando tutti i materiali riservati in suo possesso, senza discriminazione.

 

"Se succede qualcosa a me o al sito principale, scatta automaticamente la divulgazione della password che consentirà di diffondere tutto questo materiale". E’ quanto ha detto Assange. Centinaia di documenti “scottanti” in suo possesso sono stati inviati in forma criptata a decine di simpatizzanti di Wikileaks. Lo scorso 11 novembre Assage ha rilasciato una intervista alla rivista Forbes rivelando il suo prossimo obbiettivo: “All’inizio del prossimo anno una grande banca americana si ritroverà «turned inside out» (rovesciata). Decine di migliaia dei suoi documenti verranno pubblicati su Wikileaks, al di là delle richieste dei manager o altri avvertimenti”.

Aggiungendo: “Non sono uno anti-sistema. Non è corretto mettermi in una casella economica e filosofica. Ma una cosa è il pensiero liberale americano, un altro il pensiero del libero mercato” Assange non si considera un paladino anti establishment: “Sino a quando i mercati sono consapevoli, allora io sono un libertario. Ma ho abbastanza conoscenza della politica e della storia per sapere che il libero mercato rischia di finire in una situazione di monopolio se non si lavora per mantenerlo libero. Wikileaks è nato con lo scopo di rendere il capitalismo più libero e etico”.

Di queste ultime ore invece l’intervista rilasciata al giornale Time. In seguito alla divulgazione di documenti riservati della diplomazia americana, Assange ha accusato il segretario di stato americano Cliton di attività di spionaggio all’interno delle Nazioni Unitie: “Hillary Clinton si deve dimettere dopo le rivelazioni riguardo al piano del dipartimento di Stato per spiare le Nazioni Unite” ha detto a Time.

 

"Deve fare un passo indietro se si può dimostrare che è stata responsabile dell’aver ordinato alla diplomazia americana di spiare le Nazioni Unite violando le convenzioni internazionali firmate dagli Stati Uniti". In un’altra occasione, parlando di Wikileaks, Assange aveva dichiarato: “Io sono il cuore e l’anima di questa organizzazione, il suo fondatore, filosofo, portavoce, sviluppatore, organizzatore, finanziatore, e tutto il resto”.

In una intervista a Luca Soffri di qualche tempo fa, Assange spiegava così la sua filosofia di lavoro: “Il nostro obiettivo è combattere le ingiustizie. Io non sono contro la segretezza in sé, ma succede sempre prima o poi che la segretezza corrompa. Che ci siano persone con molto potere non è di per sé pericoloso: il pericolo è che ci sia segretezza nelle cose che fanno con quel potere e che questa segretezza incentivi a fare cose sbagliate. C’è un limite nel grado di civiltà che una civiltà può avere, ma l’antidoto è una maggiore trasparenza sui documenti storici che raccontano come funziona questa civiltà”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori