DIRITTI UMANI/ Risoluzione Ue: Tolleranza zero contro abusi e discriminazioni

- La Redazione

Sono ancora molte le violazioni dei diritti umani fondamentali all’interno dell’Ue e i deputati chiedono «urgenti misure concrete, strategie di medio termine e soluzioni a lungo termine», tolleranza zero contro gli abusi e il congelamento delle azioni contestate. Lo afferma un comunicato del Parlamento europeo, nella sua prima relazione sui diritti umani dall’entrata del Trattato di Lisbona

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Diritti umani in un campo profughi

DIRITTI UMANI – Sono ancora molte le violazioni dei diritti umani fondamentali all’interno dell’Ue e i deputati chiedono «urgenti misure concrete, strategie di medio termine e soluzioni a lungo termine», tolleranza zero contro gli abusi e il congelamento delle azioni contestate. Lo afferma un comunicato del Parlamento europeo, nella sua prima relazione sui diritti umani dall’entrata del Trattato di Lisbona, che ha trasformato i «valori base» in «diritti concreti» rendendo la Carta dei diritti fondamentali giuridicamente vincolante. Il Parlamento Ue evidenzia la presenza di numerose violazioni e chiede «tolleranza zero» contro tali abusi. La risoluzione sui diritti umani, preparata da Kinga Gál (Ppe), è stata approvata con 585 voti a favore, 10 contrari e 51 astensioni. Nella risoluzione si chiede che l’Unione europea definisca «un quadro normativo che tuteli i diritti umani fondamentali da qualsiasi violazione da parte delle imprese».

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DIRITTI UMANI – L’integrazione della Carta nel diritto dell’Unione europea, continua il testo approvato, «crea nuove competenze per gli organi decisionali ed esecutivi, così come per gli Stati membri», poiché le disposizioni della Carta sui diritti umani sono direttamente applicabili dai tribunali europei e nazionali. Per i deputati sono numerosi i casi specifici di violazione dei diritti umani nell’Ue che richiedono «urgenti misure concrete, strategie di medio termine e soluzioni a lungo termine». La Commissione deve svolgere «indagini obiettive e avviare procedure d’infrazione ogni volta che uno Stato membro, in sede di attuazione della legislazione Ue, viola i diritti umani sanciti nella Carta», affermano i deputati, che richiamano l’attenzione sulla «recente ripresa del nazionalismo, della xenofobia e della discriminazione in alcuni Stati membri».

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