NATALE/ 2. Fiammetta: così la gente di Haiti prepara la sua festa sulle rovine e il colera

La popolazione di Haiti, ci racconta FIAMMETTA CAPPELLINI, si prepara al Natale, il giorno di festa più importante

24.12.2010 - Fiammetta Cappellini
Haiti_Chiesa_PersoneR400
Foto Ansa

Carissimi amici,

Il Natale è ormai alle porte e finalmente anche noi ci ritagliamo un po’ di tempo per pensare alle feste e alle celebrazioni. E pensiamo anche a voi. Questa lettera è prima di tutto per ringraziare voi e tutti gli amici che in questi lunghi mesi hanno seguito le vicende del popolo di Haiti.

Come sapete, sono stati mesi lunghi e difficili per la gente dei nostri quartieri e per tutti gli haitiani. Ma grazie all’attenzione che ci avete dimostrato, abbiamo potuto affrontare queste fatiche sentendoci accompagnati, nella consapevolezza di non essere soli. La vostra solidarietà e la vostra sensibilità hanno fatto sì che sapessimo, quasi in ogni momento, che non eravamo soli.

Oggi la gente di Haiti si prepara al Natale. Non lo fa nella miseria e nella disperazione, e nemmeno nella semplicita e nella povertà, ma lo fa con tutto lo sfarzo e la grandiosità di cui è capace, pur nella situazione difficile in cui si trova. Gli haitiani sono cosi: non c’è difficoltà o problema tanto grande e tanto drammatico da annullare il desiderio di celebrare le ricorrenze che sono ritenute importanti e non c’è modo migliore per spendere il poco che si ha, che prepararsi per una festa, per accogliere gli amici, per andare alla Messa solenne del giorno di Natale.

Questa volontà di non lasciarsi abbattere e schiacciare dai drammi della vita, questo desiderio irriducibile di affermare la forza della vita e la speranza del domani, questo è ciò che caratterizza la nostra festa oggi e il nostro Paese (Haiti) in generale.

La mattina di Natale vediamo i bambini e le loro mamme uscire presto dalle case, dalle baracche, dalle tende, vestiti di tutto punto e imborotalcati fino alle orecchie. Le bambine hanno la vestina della festa, chi ha l’età giusta, quella candida della prima comunione, con tanto di coroncina in testa. I maschietti sopra i due anni sfoggiano completi da uomo tre pezzi con scarpe nere coi lacci.

 

Fuori da ogni chiesa c’è la fila dal lustrascarpe, perché con le strade ingombre di macerie e di fango, è difficile arrivare a destinazione con le scarpe immaccolate, ma non sia mai che si entri in chiesa con un capello fuori posto. La festa grande comincia dal presentarsi all’appuntamento degnamente agghindati. Per oggi le preoccupazioni e le miserie della nostra vita di ogni giorno le lasciamo fuori dalla porta, oggi è giorno di festa.

 

E in questa festa, oltre a un ricordo per chi non è piu con noi, lasciamo spazio anche al pensiero delle difficoltà che abbiamo affrontato, dei giorni complicati e delle persone che ci hanno aiutato a superarli. Oggi con i nostri amici haitiani ringraziamo per il dono del Signore che torna a nascere nei nostri cuori, nonostante tutto, per risollevarci dalle nostre miserie, e ringraziamo per il dono della vostra amicizia, che ci sostiene e ci incoraggia e ci spinge ogni giorno a guardare con fiducia al domani.

 

Buon Natale a tutti voi, dai molti amici haitiani che da quaggiù, oggi, ringraziano e pregano per voi!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori