DIARIO HAITI/ Fiammetta: dalla Val d’Aosta ad Haiti, sono gli incontri a cambiare tutto

- Fiammetta Cappellini

A Cité Soleil sono al lavoro i volontari della Protezione civile italiana. Quando si aiuta qualcuno, purtroppo si scontenta sempre qualcun altro. Ma non importa: «vedere un esempio – racconta FIAMMETTA CAPPELLINI nel suo diario – permette a molti di ripeterlo»

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A Cité Soleil sono al lavoro i volontari della Protezione civile italiana. Si tratta di montare tende per ospitare nuove famiglie. E quando si aiuta qualcuno, purtroppo si scontenta sempre qualcun altro. ma non è questo che conta, perché «vedere un esempio – racconta Fiammetta Cappellini nel suo diario – permette a molti di ripeterlo».

9 febbraio, Port-au-Prince, Haiti

Oggi era prevista una missione a Petite Goave, cittadina non lontana da Port-au-Prince, pure distrutta dal terremoto, con i colleghi di GVC per un intervento congiunto. Petite Goave è una cittadina dove nel 2009 Unicef ha chiesto ad AVSI di fare un’azione per i bambini che avevano subito il trauma della devastazione seguita agli uragani del 2008. Cosi abbiamo creato un luogo in cui i bambini e i ragazzini potessero fare esperienza del valore di sé e della cura da parte di un gruppo di adulti, attraverso il gioco e l’incontro. Ora vorremmo riprendere e prolungare questa iniziativa.

Però il programma della giornata è cambiato: a sorpresa la Protezione civile italiana (che aspettavamo) ci ha convocato per il sopralluogo a uno dei campi e per il montaggio di alcune tende famigliari. Così a Petite Goave è andato Jean Philippe e io ho seguito il lavoro delle tende a Cité  Soleil.

La squadra della Protezione civile, ragazzi giovani, è stata fantastica.

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Uno di loro è stato preso d’assalto da una signora anziana che gli spiegava che insomma va bene la precedenza alle mamme, ma anche lei aveva già avuto otto figli, certo ormai adulti, e anche lei è di queste mamme. Lui, come un po’ tutti noi, avrebbe voluto materializzare su due piedi una tenda adeguata anche per la signora, ma purtroppo non è possibile rispondere a tutti i bisogni che ci circondano. Così le parlava e l’ascoltava, lui, dalla Val d’Aosta, un’anziana signora haitiana. Intanto, un nugolo di bambinetti guardava i ragazzi montare le tende. E tanti adulti.

Il sole a picco. 40 gradi. Otto nuove tende cioè otto nuove case per circa 15 famiglie, prevalentemente donne e bambini. È stato un bel passo avanti, oggi.

Li aspettiamo anche domani questi giovani della Protezione civile italiana, con altre tende blu. Per sistemare altre persone, e contemporaneamente dover dire altri no. È così triste ma così evidente che per ogni cosa fatta ne mancherebbero altre cento.

Ma c’è da dire che ogni cosa fatta ne rende possibili altre mille, testimonia una possibilità, può diventare oggetto di imitazione, può illuminare. Noi confidiamo molto in questo: che vedere un esempio permetta a molti di ripeterlo.

 

Fiammetta

 

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