CASO DIPLOMATICO / Emergency, il premier Silvio Berlusconi scrive ad Hamid Karzai

- La Redazione

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, scrive al presidente dell’Afghanistan, Hamid Karzai, per risolvere il caso diplomatico dei tre cooperanti di Emergency arrestati con l’accusa di terrorismo

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Una lettera di Silvio Berlusconi sarà recapitata ad Hamid Karzai, presidente dell’Afghanistan. L’inviato del ministro degli esteri Franco Frattini, Attilio Iannucci, in arrivo a Kabul, consegnerà – come riferiscono fonti diplomatiche italiane – una missiva del premier italiano, con un “messaggio personale” del ministro Frattini. Non sono stati resi noti i dettagli del messaggio. Frattini invece ha chiesto al governo di Kabul di accelerare le indagini. Ed ha anticipato che uno dei tre operatori di Emergency “potrebbe essere liberato, se non ci sono altri elementi di prova”. Il ministro lo ha detto nel corso del suo intervento alla Camera, dove si è recato a riferire al Parlamento sulla vicenda dei tre cooperanti italiani arrestati sabato a Lashkar Gah, nella provincia di Helmand. “Il presidente Berlusconi ed io – ha rivelato Frattini – abbiamo fatto presente alle autorità afghane che come Paese amico l’Italia si aspetta il rispetto di tutti i diritti, compresa la presunzione di innocenza”. Il ministro degli Esteri ha ribadito che l’Italia si muoverà secondo due principi: “tutelare i nostri connazionali” e “aiutare il Paese cui siamo legati da amicizia verso la stabilizzazione”.

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Frattini non ha poi risparmiato una critica a Gino Strada, fondatore di Emergency: per il ministro, alcune dichiarazioni fatte “fuori da questo parlamento”, come quelle di “Gino Strada, in cui, in questi momenti, si accusano gli Usa, la Nato e l’Isaf”, di certo “non aiutano l’azione diplomatica”. Il responsabile della Farnesina ha ammesso però di non essere “soddisfatto della risposta che abbiamo ricevuto finora dalle autorità afgane”. I tre connazionali, ha aggiunto, sono stati accusati di detenzione consapevole di esplosivi e di armi da guerra e di essere coinvolti in un complotto in due fasi, che prevedeva l’esecuzione di un attentato contro civili e in una seconda fase un attentato suicida contro il governatore provinciale di Helmand, durante una visita organizzata nell’ospedale di Emergency. I tre non sono stati comunque “incriminati”, ha precisato. Il fondatore di Emergency Gino Strada, non ha mancato invece di polemizzare: “E’ ora che chi di dovere si dia una mossa. L’Italia ha tutti i mezzi per poter dire semplicemente consegnateci i nostri tre connazionali subito e in ottime condizioni”.

 

 

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