DIALOGO AEREO-TORRE DI CONTROLLO/ Audio – Abbiamo un terrorista a bordo. Faisal Shahzad (attentato Times Square) non la fa franca per un pelo

- La Redazione

Faisal Shahzad, il pachistano 30enne, americano da aprile dello scorso anno, l’autore del fallito attentato in cui un’autobomba di Times Square non è esplosa solo per miracolo, ha beffato proprio tutti

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Stava per farla franca, per fuggire. E beffare, così, le autorità americane. Ma, nel suo piano, qualcosa è andato storto. In realtà, Faisal Shahzad, il pachistano 30enne, americano da aprile dello scorso anno, l’autore del fallito attentato in cui un’autobomba di Times Square non è esplosa solo per miracolo, ha beffato proprio tutti. Tutti, tranne il destino. Che si è rivelato più benigno verso chi Shahzad avrebbe voluto far saltare in aria che nei suoi confronti. L’auto imbottita di esplosivi, infatti, non era esplosa solamente perché il meccanismo non era scattato. Ma Faisal Shahzad era riuscito a lasciarla, indisturbato, nella piazza più popolata e transitata del mondo. Prima beffa. Poco dopo l’attentato di sabato, intorno alle 18:30, gli investigatori erano riusciti a risalire all’identità di Shahzad. Senza particolari sforzi. Bravi. Erano già a metà dell’opera. Avrebbero potuto in poco tempo rifarsi della gaffe precedente: lasciare che un’autobomba possa esser lasciata da chiunque a Times Square, non dà un’immagine particolarmente entusiasmante della sicurezza americana. Non restava che sguinzagliare quanti più uomini e mezzi possibili alla sua ricerca.

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E così, Shahzad ha tutta l’Fbi alle calcagna. Non solo. Già da poche ore dopo l’attentato, era stato tenuto sotto stretta sorveglianza nella sua casa in Connecticut. Ma Shahzad guarda la tv. Scopre di essere ricercato. Fugge. E l’Fbi, se lo perde. Il suo nome viene diramato ovunque. Tant’è, riesce a imbarcarsi. Seconda, tragica, beffa. Proprio così. Shahzad, nonostante il suo nome sia in possesso delle autorità aeroportuali, riesce tranquillamente a imbarcarsi. Compra il biglietto aereo della Emirates, fa il check-in all’aeroporto, supera i controlli, e sale sull’aereo, prendendo il volo volo EK 202. Senza alcuna difficoltà. Il Boeing 777 sul quale Shahzad viene fermato, stava per decollare.

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Com’è possibile che Shahzad abbia potuto imbarcarsi sul volo diretto a Dubai, per poi dirigersi in Pakistan? E’ un mistero. Tanto più che Janet Napolitano, direttore della Homeland Security, ha affermato che il terrorista era sulla “no-fly list” dell’Fbi. Ovvero, l’elenco di sospettati soggetti a rigorosi controlli prima del permesso di imbarcarsi. Il controllo spetterebbe alla compagnia aerea. E qui, secondo molti commentatori, consiste il nocciolo della questione. E’ noto, infatti, che il punto più critico della difesa americana, risiede proprio nel trasporto aereo. Basti pensare all’11/9. Sono in molti, quindi, a domandarsi se la sicurezza degli americani possa rimanere in mano alle hostess o al personale degli aeroporti.

 

Sta di fatto che l’uomo è stato individuato solo grazie all’ultimo controllo effettuato sulla lista dei passeggeri dai funzionari del National Targetin Center, che ha sede in Virginia. La segnalazione infatti, passa dalla Virginia alla polizia di frontiera dell’aeroporto JFK di New York. Come dimostrato dall’audio pubblicato sul sito http://www.liveatc.net , scatta immediato l’ordine al pilota di non muovere un passo. A quel punto, la polizia sale a bordo. E, finalmente. Arresta Feisal Shahzad. Ancora pochi minuti, e si sarebbe trovato con un Jack Daniel in mano, a guardare dal finestrino fregandosi le mani per la soddisfazione di averla fatta franca. Il Police commissioner Kellym intanto, sprezzante del ridicolo, si è vantato di averlo catturato «a sole 53 ore dal ritrovamento dell’autobomba a Times Square».

 

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CHI E’ IL TERRORISTA – Faisal Shahzad era tornato dal Pakistan in febbraio, dopo aver trascorso cinque mesi, ha raccontato, dai suoi genitori. Secondo quanto riferito dal quotidiano pachistano Dawn, Faisal Shahzad sarebbe il secondo figlio di Baharul Haq, un ex ufficiale dell’aeronautica in pensione dagli anni ’90. Il fratello Faisal Shahzad sarebbe un ingegnere residente in Canada. Faisal Shahzad sostiene di avere agito da solo. Ma di esser stato addestrato a realizzare bombe nel Waziristan, in Pachistan. Intanto, in un’abitazione del una casa del quartiere di North Nazimabad, a Karachi, due persone sono state arrestate per esser collegate al terrorista. Si tratta del suocero, Iftikhar Mian e di un amico, Tausef. Il giornale, tuttavia, nion aggiunge dettagli sui motivi degli arresti.

 

 

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Per gentile concessione di http://www.liveatc.net/



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