DIBATTITO/ La società plurale sfida l’impero dei diritti

- La Redazione

I diritti sono spesso al centro del dibattito pubblico politico e sociale, ma la discussione è davvero ben impostata? MICHELA STERPINI ne parla a IlSussidiario.net

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Ogni giorno sentiamo invocare, rivendicare diritti. Dalla cronaca parlamentare politica fino ai talk show televisivi più popolari la rivendicazione dei diritti a differenti livelli caratterizza il dibattito pubblico non solo del nostro Paese, ma di tutte le democrazie occidentali.

Il richiamo al diritto alla privacy in materia di intercettazioni collegato alla richiesta di tutela della libertà di stampa e di comunicazione invocati dai professionisti dell’informazione sono due primi esempi di stretta attualità.

Il dibattito sulla regolamentazione giuridica e quindi sui cosiddetti “nuovi diritti” legati all’inizio e al fine vita e al progresso tecno-scientifico, applicato ad esempio lungo la “nuova frontiera” della clonazione, sono altri fenomeni emergenti collegati alla gestione della complessità delle società tardo-moderne attraverso il diritto.

Un ultimo fondamentale esempio è dato dal fenomeno della compresenza di culture giuridiche differenti che chiedono di essere riconosciute o addirittura che, rispetto ad alcune materie, si pongono come alternativa alla cultura giuridica tradizionale del paese in cui si radicano. Si pensi alla problematicità posta allo stato di diritto dalla diffusione della sharia come sistema giuridico di riferimento in una porzione limitata del territorio nazionale, come nel caso di alcuni quartieri inglesi nei quali la presenza musulmana è prevalente; ma si pensi anche alla difficoltà di intesa tra culture giuridiche ispirate anche a principi religiosi (come quelle derivanti dalla tradizione giudaico-cristiana) e culture giuridiche che negano la possibilità di affermare il fatto religioso nello spazio pubblico.

Questi rilievi sociologici evidenziano come non ci sia settore di pubblico interesse che ormai non veda il diritto – o meglio, i diritti – giocare un ruolo primario. Politica, relazioni internazionali, economia, persino religione e cultura vengono affrontate dedicando una particolare considerazione al profilo giuridico.

 

Davanti a questo protagonismo del lessico dei diritti, il filosofo della politica Pierre Manent ci invita tuttavia a guardare oltre, o meglio, dentro a questo “illusorio impero del diritto” perché svelare quest’illusione sarebbe indispensabile per comprendere l’evoluzione dei meccanismi di funzionamento delle democrazie occidentali di matrice liberale.

 

Andando infatti alla radice dell’“attualità e dell’ambiguità dei diritti fondamentali”, come ci insegna Sergio Cotta, tutte le dinamiche esemplificate ci conducono a riprendere la discussione attorno all’universalità dei diritti fondamentali del soggetto, riprendendo l’analisi attorno al problema del loro fondamento: se tali diritti siano un puro prodotto della tecnica giuridica, oppure siano radicati nella struttura essenziale dell’umano.

 

Questa domanda è resa tra l’altro più urgente se pensata in relazione a fenomeni come l’indebolimento delle sovranità politico-economiche nazionali, gli esperimenti sempre più diffusi di sussidiarietà orizzontale, con i loro riflessi sui modelli di organizzazione dei servizi pubblici di base, ad esempio sui diversi modelli di welfare, la continua crescita di peso di una società civile transnazionale, che si coordina attraverso istituzioni non statali e non politiche, come nel caso del ruolo delle agenzie di rating nei processi di governance finanziaria internazionale.

 

Non è un caso dunque se lo Studium Generale Marcianum di Venezia ha assunto queste sfide attraverso la nuova Alta Scuola Società Economia e Teologia (Asset). Di questa nuova alta scuola uno dei momenti centrali di riflessione e di lavoro sarà la Summer School Internazionale “Ripensare i diritti in una società plurale” che si terrà a Venezia il prossimo settembre (il programma dettagliato www.marcianum.it) con il contributo di costituzionalisti, economisti, filosofi della politica e del diritto, esperti di diritto islamico, bioeticisti e politici appartenenti di tutto il mondo.

 

Michela Sterpini

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