NAOMI CAMPBELL/ Dopo la testimonianza al processo contro Taylor, rischia 10 anni di carcere?

- La Redazione

Alla fine Naomi Campbell ha deposto al Tribunale speciale dell’Aia al processo contro il dittatore Charles Taylor, che le avrebbe regalato dei “diamanti insanguinati”. Ma, per alcune incongruenze con le testimonianze di Mia Farrow e del suo ex agente potrebbe rischiare 10 anni di carcere

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Diamanti o sporche pietruzze che non sembrano diamanti, ma lo sono? E chi li ha ricevuti, sapeva cosa aveva in mano? E ancora: si può parlare di possesso, e in tal caso di possesso illegale, se chi ha ricevuto i diamanti li ha avuti in regalo e se ne è disfatto poco dopo? Dettagli, forse. Forse no. Visto che la questione in ballo è il processo e l’eventuale condanna di uno dei più feroci dittatori della storia recente. E l’ipotesi di condanna per chi, imprevedibilmente, avrebbe assunto il ruolo di testimone chiave. Potrebbe, infatti, avere dichiarato il falso. Parliamo della deposizione di Naomi Campbell al Tribunale speciale per la Sierra Leone nel processo a carico dell’ex presidente della Liberia, Charles Taylor, per crimini di guerra e contro l’umanità.

Un passo indietro. Cosa centra la Venere Nera con Taylor? E perché la sua testimonianza è decisiva? Per capirci qualcosa, bisogna partire dall’inizio. Dai misfatti del dittatore Taylor. Il quale, nel 2009, si presenta al banco degli imputati di fronte alla Corte Speciale per la Sierra Leone, all’Aia (Paesi Bassi). Una location singolare. A Freetown, del resto, capitale del Paese africano, non si potrebbe garantire la sicurezza di testimoni, giudici, avvocati. Neanche dello stesso Taylor. Così viene istituita una sezione del tribunale speciale nei Paesi Bassi. Sarà la Nigeria, dopo che Taylor nel 2003 vi aveva cercato rifugio, a consegnarlo all’Aia nel 2006.

 – Le accuse a Charles Taylor, nato il 20 gennaio 1948, consistono in 11 capi d’imputazione. Tra gli altri, terrorismo, omicidio, genocidio, riduzione in schiavitù, saccheggio, matrimoni forzati, reclutamento ed uso di bambini soldato, punizioni collettive. Lui, ovviamente, si dichiara innocente su tutta la linea. I fatti per i quali è processato risalgono, in particolare, al periodo ’97 – 2003, quando  Taylor è presidente della Liberia. Il Paese è insanguinato da 14 anni di conflitto civile, durato dal ’96 al 2002. Anni in cui Taylor si afferma come sanguinario signore della guerra e appoggia il Ruf (Revolutionary United Front), una delle fazioni in campo. Riesce a conquistare il potere nel ’97, quando instaura un regime di terrore ben più crudo dei precedenti. Torture, mutilazioni, esecuzioni sommarie: è quanto spetta a tutti gli oppositori.

Eletto alla presidenza, Taylor, ex predicatore batista, fa approvare lo Strategic Commodity Act. Si accaparra la facoltà di gestire personalmente e direttamente tutte le risorse dello Stato. Fornisce armi a due gruppi rivoluzionari della vicina Sierra Leone: il Consiglio delle Forze Armate Rivoluzionarie e il Fronte Rivoluzionario Unito. Il traffico è finanziato dall’estrazione illegale dalla miniere della Sierra Leone e della Liberia. I famosi diamanti sporchi di sangue. Meglio noti come “Blood Diamonds”. Con questi, arricchisce numerosi dittatori sparsi in giro per mondo, e riesce a gestire la compravendita d’armi in giro per il Pianeta. Nel 2002 è esiliato dal suo stesso popolo e trova rifugio politico in Nigeria. Fino, appunto, al 2006. Sono almeno 500mila le vittime tra morti e mutilati, dei conflitti in cui Taylor, in Liberia e Sierra Leone, si è reso protagonista.

 

 

 

 

 
NAOMI E I BLOOD DIAMOND
– Veniamo a Naomi. Tutto nasce da Mia Farrow. L’attrice aveva raccontato al Tribunale speciale che la top model le confessò di aver ricevuto in dono un diamante proprio da Taylor. «Non ti dimentichi quando una ragazza ti dice che ha ricevuto un enorme diamante nel cuore della notte», aveva dichiarato Mia Farrow alla Abc. Siamo nel ’97. Naomi partecipa ad un ricevimento nella residenza dell’allora presidente sudafricano Nelson Mandela. L’occasione è una raccolta di fondi per Children Fund, associazione benefica creata da Mandela. Nella notte due oscuri figuri le consegnano la pietra preziosa. Questo è quanto racconta la Farrow. E’ quanto basta ai giudici dell’Aia per chiedere a Naomi di deporre. Non si tratta di una velleità mediatica dei giudici, come sosterranno gli avvocati del dittatore. Parte della difesa di Taylor si basa, infatti, su un assunto: l’ex signore della guerra sostiene di non aver mai posseduto “diamanti sporchi di sangue”. Né di averli mai portati in Sudafrica per acquistare armi. Un punto cardine di tutta la vicenda.

– Naomi rifiuta. La questione la turba parecchio. Durante un’intervista dell’Abc, nello scorso aprile, quando la giornalista accenna ai diamanti, lei perde le staffe. Si alza, e se ne va. “La solita Naomi”, hanno pensato in molti. Stravagante e aggressiva, al di là degli schemi, ossessionata dalla sua immagine. Ha paura, in realtà. Lo rivelerà solo in seguito. Teme per se stessa e per la sua famiglia. Sa che Taylor è un criminale, e che la sua lunga mano potrebbe avventarsi in futuro sui suoi cari. Intanto il Tribunale dall’Aia minaccia ritorsioni. O depone, o dovrà pagare multe salate e passare del tempo in carcere. Cede.

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E’ VERO, HO RICEVUTO DELLE “PIETRE SPORCHE”- LA DEPOSIZIONE DI NAOMI
– Il 5 agosto Naomi si presenta all’Aia. E confessa: aveva ricevuto delle «piccole pietre sporche». Ma non sapeva che provenissero da Charles Taylor. «Stavo per addormentarmi quando qualcuno ha bussato alla mia porta. Ho aperto e due uomini mi hanno consegnato una piccola borsa dicendomi “Un regalo per lei”», racconta. Il giorno dopo, apre la borsa, e vi trova «piccole pietre grezze». In effetti, raccontò al suo ex agente Carole White e all’attrice Mia Farrow dell’accaduto. «Una delle due mi disse che era chiaramente un regalo da parte del presidente Taylor e io risposi “credo di sì”». Non tenne per sé le pietre. Le diede a Jeremy Ractliffe, nel ‘97 responsabile di Children Fund. «Non le volevo tenere per me e le ho consegnate ad una persona che godeva della mia fiducia, impegnata a favore della fondazione dei bambini». E qui, emerge un primo giallo.

La fondazione nega. Non ha mai ricevuto regali del genere dalla Campbell. Anche Ratctliffe avrebbe dichiarato di non essere in possesso delle pietre. «Non so perché non le ha consegnate alla fondazione, dovete chiederlo a lui», ha detto in tutta risposta Naomi. Vedremo in seguito. La modella, in ogni caso, ha voluto precisare perché, fino ad allora, non aveva voluto presentarsi di fronte alla Corte: «Avevo paura per la mia famiglia», «ho letto su internet che lui avrebbe ucciso migliaia di persone».

 

 

 
ALTRO CHE PIETRE GREZZE – LA TESTIMONIANZA DI MIA FARROW
– Tutto finito (almeno per Naomi)? Macché. Ancora una volta, Mia Farrow e l’ex agente, la sbugiardano. Altro che «pietruzze dall’aspetto sporco». La Venere Nera avrebbe ricevuto dello spietato dittatore un diamante limpido, splendente e rifinito. Gigantesco. «Naomi mi disse di aver ricevuto un “diamante enorme” da parte di Taylor», spiega l’attrice, sotto giuramento, al Tribunale dell’Aia. «Mi disse di essere stata svegliata nella notte da alcuni uomini che bussavano alla sua porta. Erano stati mandati da Taylor per darle un diamante enorme». Su una cosa, però, non la contesta: «Naomi mi disse che voleva donare il diamante al Nelson Mandela Children’s Fund».

 

Anche l’ex agente della modella Carole White si mette in mezzo. E rivela che Naomi sapeva benissimo chi era il suo generoso benefattore. Lo aveva incontrato a cena, e glieli avrebbe promessi. «Naomi me li mostrò e si lamentò perché non erano abbastanza lucenti», ha affermato la White. Versioni contraddittorie, sfumature all’apparenza insignificanti, certo. Ma che, processualmente, fanno la differenza. “Quisquilie” che potrebbero sortire sgradevoli effetti legali per la stessa Naomi.

 

 
– A quanto riporta il quotidiano tedesco Bild, la detenzione di diamanti grezzi, in Sudafrica, dove è avvenuta la “consegna”, è punita severamente. Da semplici multe, fino a dieci anni di carcere per i casi più gravi. Naomi Campbell, probabilmente, sarà chiamata a testimoniare anche nel Paese di Mandela. E’ stata aperta un’indagine per «stabilire i fatti esatti su questi diamanti», e sarò d’obbligo «interrogare numerose persone, tra cui, se necessario, anche Campbell», ha dichiarato Musa Zonid, portavoce della polizia di Johannesburg. Pare che i famigerati diamanti fossero tre. E che a consegnarli alla polizia sia stato proprio Jeremy Ratcliff.

 

Non è tutto. In America lo spergiuro, ovvero la falsa testimonianza, è punita severamente. E’ vero che la sua deposizione è stata effettuata in tribunale sotto l’egida dell’Onu, in uno stato non americano. Ma, al di là delle conseguenze legali, le ricadute sulla sua immagine sarebbero nefaste. Quindi? Vedremo. Intanto Naomi non si lascia mettere con le spalle al muro. E replica alle accuse.

 

 
PERCHE’ DOVREI MENTIRE?
Naomi, in un comunicato diffuso martedì sera dalla società di pubbliche relazioni Outside Organisation, contesta quanto gli viene rinfacciato. «Non ho nulla da guadagnare a mentire sui diamanti», dice. «In 25 anni non ho mai accettato un lavoro offertomi da compagnie che difendevano l’apartheid in Sudafrica», ha sottolineato, definendo «ridicole e dolorose» le accuse di chi la ritengono insensibile alle sofferenze dell’Africa.

 

– «Non ho assolutamente alcun interesse in questa vicenda. Sono una donna di colore che ha sostenuto e che sosterrà sempre le cause giuste, in particolare per quanto riguarda l’Africa», ha dichiarato la Venere Nera, ribadendo che si tratta di episodi risalenti a 13 anni fa. E quindi, «non sorprende che i ricordi di alcune persone su ciò che è avvenuto siano vaghi». «Detto questo – conclude il comunicato – si è visto chiaramente che la versione dei fatti di Naomi e quella di Mia sono molto simili. A prescindere dai ricordi delle persone è incontestabile, e ciò è stato confermato da tutti i testimoni in questione, che Naomi ha consegnato i diamanti alla prima occasione possibile perché fossero d’aiuto all’organizzazione caritatevole sudafricana».

 

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