CANCRO E FRODE/ Ashley Kirilow, una ragazza canadese, si è finta malata terminale. Ha preso donazioni per 20mila dollari

- La Redazione

Una ragazza canadese di 23 anni si è spacciata per malata terminale, riuscendo a raccogliere fondi per le cure per circa 20mila dollari. Adesso è in carcere

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La foto che Ashley aveva messo sulla sua pagina FB: "prima" e "dopo" la cura

Ashley Kirilow, 23 anni, di Toronto, Canada, è in carcere. Il prossimo 19 agosto si tiene l’udienza generale relativa al suo caso. La ragazza è accusata di frode: si era finta malata di cancro per raccogliere soldi. Sono quattro i capi di imputazione di cui deve rispondere. Ashley era riuscita a convincere anche i genitori di essere malata terminale e per essere più credibile si era rasata capelli e sopracciglia.

In questo modo, attraverso raccolte di fondi di beneficenza, aveva messo insieme tra i 5 e i 20mila dollari. E’ stato il padre a denunciarla, una volta capito cosa stava succedendo. I genitori adesso dichiarano di non voler avere più niente a che fare con lei e non si sono neanche presentati in tribunale. Lei, Ashley, ha detto di soffrire di disturbo della personalità.

– La ragazza, che vive a Toronto, nel corso del’ultimo anno aveva cominciato a frequentare la scena musicale locale e quella dei praticanti lo skateboard. Era entrata a far parte di diversi circoli e associazioni di giovani impegnati nel sociale.

Quello che sembrava un modo per ricavare compagnia e ottimismo, si sarebbe rivelato per lei fonte di guadagno, attraverso una finzione di alta classe. Dopo essersi rasata capelli e sopracciglia per sembrare una malata, aveva cominciato a raccontare a tutti quelli che incontrava di essere una paziente terminale che in passato era stata operata per un tumore benigno. E’ questa l’unica parte di verità.
 

Ad Ashley infatti era realmente stato rimosso un piccolo tumore benigno al seno nel gennaio del 2009. Da questo piccolo fatto, nella sua mente si era sviluppata l’intera trama del suo inganno. Ad alcuni diceva di essere stata abbandonata dai genitori che erano dei tossicodipendenti, ad altri che il padre e la madre erano morti. I ragazzi, colpiti dalle sue storie, si erano messi di impegno ad aiutarla in ogni modo: con piccole donazioni singole, organizzando concerti di beneficenza per pagarle le cure, disegnando e vendendo apposite t-shirt.

In breve la ragazza avrebbe ricavato circa 5mila dollari, anche se si parla addirittura di 20mila. Ashley era un’attrice perfetta nella sua finzione. Ricorda la madre di una sua amica che un cugino un giorno le offrì una sigaretta. Ashley rispose: “Sto morendo di cancro, idiota”.

 

 

Nessuno dubitava della sua serietà tanto che i membri della sua pagina Facebook (“Change for a Cure”) erano arrivati alla cifra di oltre 6mila. Pagina che adesso raccoglie solo commenti fatti di insulti e imprecazioni contro di lei. Nel frattempo sono nate pagine FB che la attaccano e che vogliono avvertire chi ancora fosse all’oscuro dell’inganno di Ashley. Nel suo inganno era arrivata al punto di supplicare una organizzazione di beneficenza di pagarle un viaggio a Disney World. Avrebbe realizzato il suo desiderio di condannata a morte, spiegò.

–  “Volevo essere notata” è la semplice ma incredibile spiegazione fornita da Ashley. Figlia di genitori separati (che hanno altri tre figli e che hanno detto di aver sempre cercato di starle vicino), la ragazza nelle sue spiegazioni alquanto confuse ha anche detto di soffrire per la separazione dei genitori e di aver cercato in questo modo di farli riavvicinare. “Quello che ho fatto è sbagliato” ha dichiarato.

“Cercavo di farmi notare. Cercavo di far tornare insieme la mia famiglia. Non volevo più sentirmi una nessuno. Ma è andata nel verso sbagliato, la cosa mi è sfuggita di mano e adesso sembra che lo sappia tutto il mondo”. In un’altra versione, Ashley ha dichiarato di essersi comportata così per vendicarsi di come era stata cresciuta dia genitori, impegnati in battaglie legali per la sua custodia. “Ho voluto trovare un modo per far stare male la mia famiglia dopo il modo in cui ero stata cresciuta”.

 

 

 

 

Qualche mese fa il padre, Mike Kirilow, aveva cominciato a insospettirsi a proposito delle reali condizioni della figlia. Durante una lunga conversazione telefonica durata oltre 20 minuti, dopo averla messa alle strette, la figlia gli aveva confessato di non essere malata di cancro. “Le offrii l’opportunità di uscire allo scoperto da sola ammettendo il suo inganno” spiegò il padre intervistato alla trasmissione televisiva Good Morning America. “Le diedi ogni opportunità per farlo, ma lei continuò nella sua opera di inganno. Passarono ancora dei mesi, alla fine fui costretto io stesso a denunciarla”.

Spiega il padre: “Sono rimasto colpito dai risultati che è riuscita ad ottenere, ma non sono sorpreso di ciò che ha fatto. Da sempre ha cercato di manipolare il prossimo, di manipolare le situazioni per ottenere ciò che vuole”.

– Attualmente Ashley è in un centro di detenzione femminile. La sua famiglia si è rifiutata di pagare la cauzione. Lei stessa ha dichiarato che al momento preferisce rimanere in carcere. Ashley è accusata di quattro frodi, tre per un ammontare inferiore a 5mila dollari e una quarta superiore ai 5mila.

 

Il 19 agosto si terrà l’udienza generale. Ashley rischia una condanna a diversi anni di carcere, a meno che non si riesca a dimostrare una qualche forma di infermità mentale.

– Ashley non è la sola ad aver ideato una tale trama. L’anno scorso una donna di Baltimora, Dina Leone, aveva aperto una pagina Facebook dicendo di aver quattro tumori allo stomaco. Chiese ai suoi vecchi compagni di scuola di aiutarla con donazioni. In breve tempo saltò fuori la verità. Adesso la donna potrebbe essere condannata fino a 15 anni di reclusione. Nel 2008, una dipendente comunale di Chattanooga, nel Tennessee, aprì un blog per raccontare la sua battaglia contro un tumore al seno.

Scoperto l’inganno, è stata condannata a tre anni e mezzo di detenzione, anche se alla fine la sua pena è stata ridotta a 25 mesi. La donna è stata anche condannata a restituire i 30.000 dollari raccolti attraverso le donazioni.

 

 

 

 

 

 

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