USA/ Albacete: cosa è successo ai cristiani nella terra della libertà religiosa?

- Lorenzo Albacete

La maggioranza degli americani sia dichiara cristiana, ma, spiega LORENZO ALBACETE, non pare aver fatto un’esperienza reale della propria fede

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Mi trovo nel mio ultimo giorno di “vacanza”, privo di molte nelle fonti di notizie che consulto solitamente per i miei editoriali. Mi scuso, quindi, in anticipo per la brevità, sperando almeno che chi leggerà l’articolo trovi interessanti i seguenti fatti:

 

Nel 1654 Peter Stuyvesant, direttore-generale di New Netherland (oggi New York), tenta di espellere i rifugiati ebrei, sostenendo che avrebbero resa “infetta” la colonia.

Nel 1732, i fondatori della colonia della Georgia, considerata un paradiso religioso, scrivono una carta che vieta esplicitamente il cattolicesimo.

Nel 1844 il fondatore dei mormoni Joseph Smith viene assassinato in una prigione dell’Illinois in un linciaggio di gruppo, e subito dopo molti dei suoi seguaci sono obbligati a emigrare nello Utah.

Dal 1854 al 1856, i Nativisti formarono il Know Nothing Party che chiede stretti limiti all’immigrazione, specialmente dai Paesi cattolici.

Nel 1866 scoppiano rivolte durante la ricostruzione del dopo guerra civile: a New Orleans e a Memphis delle chiese afro-americane vengono bruciate.

Nel 1883, il Dipartimento federale degli interni dichiara molti rituali religiosi dei nativo-americani “offese” punibili fino a 30 anni di prigione.

Nel 1915, il Ku Klux Klan riemerge, questa volta a livello nazionale, per promuovere l’antisemitismo e l’anticattolicesimo. Si affiliano più di quattro milioni di membri.

Nel 1938, il sacerdote cattolico Charles Coughlin tiene un discorso antisemita alla radio in cui difende le violenze naziste.

Nel 1970 i ragazzi della classe media aderiscono a gruppi religiosi come la Chiesa dell’Unificazione, i Bambini di Dio, e gli Hare Krishna, provocando un senso di grande timore verso i culti.

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Ora è la volta dei musulmani a essere avvertiti come pericolosi per l’identità cristiana dell’America, e molti sempre più giudicano l’Islam non essere una fede religiosa, quindi non meritevole delle garanzie sulla libertà religiosa garantite dalla Costituzione.

 

I piani per la costruzione di un centro islamico e di una moschea a Ground Zero hanno scatenato un dibattito nazionale in cui le dimensioni religiose e politiche sono unite in maniera inestricabile (polemica che si unisce all’opposizione al Presidente Obama, che viene da molti percepito come un musulmano, benché non si sia mai occupato della paura dell’Islam con la stessa forza del predecessore G. W. Bush, che invece insisteva ripetutamente sul bisogno di separare l’ideologia di Al Qaeda dalla fede islamica).

 

Cosa sta succedendo nella terra fondata esplicitamente per proteggere la libertà religiosa? La maggior parte degli americani si considera cristiana, però essi hanno delle visioni molto diverse, talvolta anche ostili, di cosa sia la fede cristiana. Non bisogna stupirsi se questa cristianità non è in grado fronteggiare la sfida sempre più crescente del secolarismo. Questo è un momento privilegiato per coloro che hanno fatto esperienza del patto intoccabile tra una cristianità autentica, la tradizione e la Chiesa.

 

(Questi fatti sono stati presi dall’articolo di copertina dell’ultimo numero del Time, 30 agosto 2010, dal titolo “Is America Islamophobic?”)

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