AFGHANISTAN/ I talebani: abbiamo ucciso nove cristiani

- La Redazione

I Talebani hanno annunciato di aver ucciso nove cristiani. Si tratta probabilmente di medici tedeschi e americani

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AFGHANISTAN – I talebani: abbiamo ucciso nove cristiani – Nel Nord dell’Afghanistan sono stati rinvenuti ieri 10 cadaveri: si tratta di sei tedeschi, due americani e due afghani. L’attacco contro il gruppo, composto apparentemente da medici e di cui facevano parte tre donne, è avvenuto in una zona boscosa del distretto di Kuran Wa Munjan, nella provincia nord-orientale di Badakhshan.

Subito dopo il ritrovamento, il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid ha fatto sapere che il suo gruppo aveva ucciso “nove missionari cristiani”. “Si erano persi, quando una nostra pattuglia li ha trovati hanno cercato di scappare e sono stati uccisi”. “Erano dieci, di cui nove stranieri, Cinque degli stranieri erano uomini e c’erano quattro donne. L’altro era un afghano”. “Avevano bibbie in dari, carte, sistemi Gprs, facevano una mappa delle posizioni dei combattenti talebani”.

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Al di là delle dichiarazioni sulla composizione del gruppo, sembra che a uccidere le dieci persone ritrovate morte siano stati quindi i talebani. Non è chiaro se la ragione della loro morte sia dovuta alla loro religione (il fatto che portassero delle bibbie) o perché i talebani temevano potessero rilevare i loro appostamenti (la mappa di cui parla Zabihullah Mujahid).

Intanto l’organizzazione umanitaria cristiana International Assistance Mission (Iam) ha ammesso che probabilmente le dieci persone trovate morte “sono molto probabilmente nostri membri”.  “È probabile che si tratti di un gruppo che partecipava a una operazione sul territorio di carattere oftalmologico”. “Dopo aver completato il loro lavoro medico l’equipe stava rientrando a Kabul”. “Se le notizie di cui disponiamo sulla loro morte fossero confermate – prosegue il testo – saremmo costretti a rilevare che si tratta di una uccisione insensata di persone che non hanno fatto altro che servire i poveri. Alcuni degli stranieri coinvolti hanno lavorato per decenni spalla a spalla con gli afghani”.

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