IL CASO/ “Vi racconto come ho fermato Obama sulle staminali embrionali”

- La Redazione

E’ un avvocato cattolico italo-americano l’artefice della sconfitta di Barack Obama sul fronte dei finanziamenti alle ricerche sulle staminali embrionali. Il sussidiario ha parlato con PIERO TOZZI

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E’ un avvocato cattolico italo-americano l’artefice della sconfitta di Barack Obama sul fronte dei finanziamenti alle ricerche sulle staminali embrionali. Si chiama Piero Tozzi ed è il legale dell’Alliance Defense Fund (Adf), una delle associazioni che ha osato sfidare sul piano legale il potere del presidente americano. Rispetto al suo predecessore George W. Bush, Obama aveva deciso di triplicare il numero di linee cellulari embrionali sulle quali è possibile svolgere esperimenti scientifici con i fondi pubblici. Ma il 23 agosto scorso un tribunale distrettuale Usa ha deciso di bloccare il finanziamento federale alla ricerca sulle cellule staminali provenienti da embrioni umani, assestando un duro colpo alle nuove linee guida dell’amministrazione Obama su un tema eticamente sensibile.

Il giudice Royce Lamberth ha dato ragione ai medici che hanno fatto ricorso contro il governo federale, in quanto la legge Usa vieta l’utilizzo di fondi pubblici per la ricerca se gli embrioni sono distrutti. La battaglia legale però non è ancora vinta definitivamente, dal momento che l’amministrazione Obama ha annunciato che presenterà appello contro la decisione del giudice. Piero Tozzi ha però accettato di fare il punto su una questione che, prima della sua conclusione, non mancherà di riservare altre sorprese.

Come siete riusciti a vincere questa prima battaglia contro Obama sul difficile campo delle cellule staminali?

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La decisione del giudice Lamberth è stata dettata dalla chiara formulazione di una legge emanata dal Congresso nel 1996: «Le ricerche in cui un embrione umano o più embrioni sono distrutti, scartati o consapevolmente esposti al rischio di lesioni o morte» sono vietate. Analogamente all’Italia, la legislazione degli Stati Uniti ha deciso di proteggere la vita nelle sue prime fasi dalle ricerche che mirano a distruggerla. Il giudice ha stabilito che l’amministrazione Obama, con le linee guida emanate nell’aprile 2009 per finanziare «la ricerca che utilizza le cellule staminali embrionali derivate da embrioni umani creati attraverso la fertilizzazione in vitro» violavano chiaramente la legge.

Perché non condivide le scelte di Obama sulle cellule staminali?
 

Ci sono valide motivazioni scientifiche, morali ed economiche per opporsi alle normative di Obama sulle cellule staminali embrionali, oltre a quella di tipo legale. L’amministrazione Obama, che negli Usa rappresenta il potere esecutivo, è vincolata alla legge approvata dal potere legislativo del Congresso, e non può crearsi delle regole ad hoc che si adattino alle sue prospettive ideologiche.
 

Quali sono invece le ragioni scientifiche ed economiche del suo no a Obama?

 

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Da un punto di vista scientifico, le ricerche sulle cellule staminali adulte hanno già dimostrato di avere successo. In particolare sono state applicate per sviluppare nuove trachee per i malati di cancro e per guarire le lesioni al midollo spinale, senza i problemi negativi sul piano etico che circondano le ricerche sulle cellule staminali che distruggono gli embrioni.

La motivazione economica è collegata a quelle scientifiche e morali. Le terapie esistenti basate sulle cellule staminali adulte sono usate ogni giorno e a costi relativamente bassi – pari a 25mila dollari per alcuni trattamenti. Una cifra che andrebbe comparata con il costo delle ricerche per terapie i cui risultati sono ancora da provare, come quelle basate sugli embrioni. Ragionando in termini puramente economici, perché il governo dovrebbe finanziare progetti dal costo elevato che devono ancora portare dei frutti, quando esiste un’alternativa etica – utilizzare cellule staminali adulte – che sta già funzionando?
 

E’ evidente quindi che i problemi scientifici, morali ed economici sono correlati, e che sono tutte valide basi per opporsi alle normative dell’amministrazione Obama, anche a prescindere da quanto già stabilito dalla legge Usa.
 

(Pietro Vernizzi)


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