TUNISIA/ Carcere in fiamme, decine di morti. Ben Ali fuggito in Arabia Saudita

- La Redazione

La fuga di Ben Ali, le violenze e i morti

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Foto Ansa

Il presidente tunisino Ben Ali si trova in Arabia Saudita. E’ fuggito ieri notte con il precipitare degli eventi ed è arrivato in Arabia dopo che la Francia gli aveva vietato l’ingresso nel proprio territorio.

L’Arabia Saudita ha annunciato di aver accolto Ben Ali «per la preoccupazione per le circostanze eccezionali in cui versa la Tunisia». Imponenti misure di sicurezza intorno all’ambasciata saudita a Tunisi, circondata da unità speciali dell’esercito tunisino appoggiate da mezzi corazzati in timore di contestazioni. L’agenzia di stampa libica Jana riferisce che Ben Ali ha telefonato a Gheddafi e che il leader libico in giornata farà un messaggio diretto ai «fratelli tunisini».

Il potere è stato assunto dal presidente del Parlamento, el-Mabazaa. «È escluso che Ben Ali possa tornare in patria come presidente», ha affermato invece il primo ministro tunisino. In Tunisia continuano comunque elle violenze e gli incidenti. Particolarmente grave quanto successo nel carcere di Monastir. Un incendio ha scatenato una evasione di massa, le guardie di sicurezza hanno sparato sui detenuti in fuga e il bilancio sarebbe di 42 morti.

L’evasione era stata provocata da un attacco proveniente dall’esterno. Si teme che la situazione interna in Tunisia possa sfuggire di mano e che bande di criminali possa approfittare per scatenare violenze. Unione Europea e Nazioni Unite hanno fatto appello affinché si arrivi a una situazione democratica e si risolvano i problemi in modo pacifico. Anche la Lega araba ha lanciato un appello alla calma e all’unità in Tunisia.

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